Josip Ilicic, la delizia dell’Atalanta

Pubblicato il autore: Lorenzo Solombrino Segui


Josip Ilicic è la tipica scommessa da Fantacalcio. Ogni anno un fantallenatore si trova di fronte al dilemma se investire o meno i suoi preziosi fondi nel fantasista sloveno. Incarna alla perfezione la definizione di “croce e delizia”. Infatti, se in giornata è in grado di portare a casa gol e bonus, in caso contrario, l’unica cosa che riesce a portare a casa sono cartellini gialli e una pioggia di insufficienze.
Questa parte di stagione sta facendo intravedere il giocatore in versione “delizia”. Il 29enne, infatti, dati alla mano, sta attraversando un momento di forma straripante e sta letteralmente trascinando i suoi compagni della “Dea” sia in campionato, sia in campo europeo. Come detto, i numeri parlano chiaro: ben 6 reti e 4 assist in 16 apparizioni in Serie A, mentre in Europa League 4 presenze condite da 2 reti e altrettanti assist.

Una vera e propria esplosione per il trequartista ex Maribor. Il suo approdo quest’estate a Bergamo non aveva destato particolare fibrillazione nell’ambiente, passando quasi sotto traccia. Ilicic era reduce da qualche stagione non felicissima alla Fiorentina, che lo aveva fatto uscire dai radar nazionali. Il piano originale della dirigenza prevedeva un suo inserimento graduale nelle rotazioni di mister Gasperini anche in vista dei numerosi turni infrasettimanali del giovedì di coppa. Il titolare e stella della squadra sarebbe dovuto rimanere ovviamente il “PapuGomez, autore di una notevole stagione culminata con la convocazione in Albiceleste per le qualificazioni ai prossimi mondiali.
Il tempo, però, ha sovvertito tutti questi fattori. Dopo quasi un girone, il talento sloveno ha impresso un’impronta forte nel gioco dei bergamaschi, riuscendosi ad imporre in uno scacchiere già ben rodato. Difatti, l’elemento più evidente è stato proprio quello di essersi riuscito ad imporre come titolare o comunque come prima scelta degli undici di Gasperini, che da tradizione appare come un ingranaggio ben oliato dove non è per niente facile ambientarsi in poco tempo. Non a caso, solamente il numero 72 ed il centrale argentino Josè Luis Palomino, fra i nuovi acquisti, hanno avuto la forza e il merito di occupare un posto importante nelle gerarchie atalantine.
Tatticamente, la sua è stata una lenta evoluzione. Partito come seconda punta nel 3-4-1-2 scelto per esaltare le caratteristiche di Cristante, è approdato ad occupare la posizione di esterno destro in un 3-4-3 come successo ieri sera contro la Lazio.

Proprio la doppietta ai biancocelesti si pone come ciliegina di una torta ancora in fase di costruzione. Giocando da esterno di destra, ruolo che storicamente risalta meglio le sue caratteristiche ha fatto vedere una forma straripante ed una piena maturità calcistica. Il tecnico bergamasco, dopo le prime apparizioni che lo hanno visto indossare i panni di vice Gomez o di sostegno di quest ultimo, ha capito che sarebbe stato meglio allargare il raggio d’azione dello sloveno, arretrando Cristante in mediana e formando un frizzante trio offensivo con l’argentino esterno sinistro e Petagna punta centrale.
Uno dei meriti di quest alto rendimento va sicuramente attribuito all’allenatore ex Genoa, che da sempre è maestro nel saper cucire il giusto vestito ai suoi calciatori, facendoli rendere nel migliore dei modi.
Un altro fattore è, come accennato in precedenza, la maturità raggiunta da un ragazzo che, incarnando nel migliore dei modi lo stereotipo del lunatico fantasista balcanico, nel corso degli anni si è visto limitare la carriera professionale da numerosi alti e bassi umorali che sono andati ad influire sulle prestazioni.

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