Milan, un gruppo arabo interessato a subentrare ai cinesi. Quanto c’è di vero?

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
Milan gruppo arabo voluntary agreement UEFA

Milan gruppo arabo

Il Milan sta attraversando il periodo più brutto della stagione. Dopo l’iniziale avvio discreto sia in Italia che in Europa League, ad oggi il Milan ha raccolto molto meno di quanto si sarebbe aspettato. Pareggio con il Benevento al 95′ grazie al gol del portiere Brignoli e primo punto della stagione regalato ai campani, con conseguente “presa in giro” colossale a livello planetario. In questo momento il Milan è una squadra che regala delle gioie. Agli altri.
Gattuso è pronto a mostrare la sua mano soprattutto per quanto riguarda autostima, personalità e compattezza del gruppo, caratteristiche che si sono viste in ogni squadra in cui ha allenato. Una compattezza del gruppo che serve per andare avanti e non buttare via del tutto una stagione che sarebbe dovuta essere entusiasmante già a dicembre. Perché i problemi di campo ci sono e si aggiungono a quelli societari.

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Milan, un gruppo arabo interessato. Quanto c’è di vero?

Venerdì 8 dicembre, l’UEFA si riunirà a Nyon per decidere se concedere o negare il voluntary agreement al Milan. Filtra pessimismo a riguardo. Questa potrebbe già essere una tegola: sono previste multe e ridimensionamento in caso di non concessione dell’accordo. Da quanto trapela, la UEFA non si fiderebbe in toto della proprietà cinese.
Quest’ultima potrebbe essere affiancata (o addirittura sostituito) da un gruppo arabo interessato al Milan. Non si conosce ancora il nome della cordata ma si tratterebbe di un gruppo di primo livello che potrebbe aiutare Li nel pagare il debito con Elliot o addirittura rilevare la proprietà. Al gruppo arabo si aggiungerebbe anche una multinazionale statunitense che opera in edilizia e infrastrutture e che aiuterebbe i rossoneri puntando forte sul progetto di un nuovo stadio.

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Quanto ci sia di vero ancora non si sa, sono rumors che arrivano da Londra e che comunque sono abbastanza insistenti. Quanta voglia abbia Yonghong Li di cedere il Milan dopo neanche un anno di presidenza non lo sappiamo. Certo è che il Milan probabilmente si troverà nuovamente a vivere una situazione come l’anno scorso, in cui si parlerà di closing più che di campo e che potrebbe prolungarsi a lungo. Proprio come nel 2016/2017.

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