Napoli, débâcle europea: i tanti (troppi) motivi dell’eliminazione in Champions League

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui

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Il Napoli è fuori dalla Champions League: la sconfitta di Rotterdam consegna questo triste verdetto agli uomini di Sarri, chiamati ieri sera ad un’improbabile impresa, che sarebbe avvenuta grazie anche alla complicità del City, impegnato in Ucraina contro lo Shakthar.
Il magro bottino ottenuto nella massima competizione europea da parte del Napoli è davvero agghiacciante: quattro sconfitte nel girone, di cui due proprio contro i citizens, tra andata e ritorno, una in casa degli ucraini e l’ultima contro il Feyenoord proprio la notte scorsa.
Il gioiellino plasmato dal tecnico Sarri non ha entusiasmato più di tanto e potrebbero esserci davvero diverse motivazioni alla base di questa cocente eliminazione.

Napoli, débâcle europea: i tanti (troppi) motivi dell’eliminazione in Champions League

Il Napoli si è presentato al De Kuip di Rotterdam con un filotto di risultati davvero negativi: tre vittorie, un pareggio e tre sconfitte nelle ultime sette gare disputate. Una delle tante motivazioni di siffatte prestazioni deludenti è certamente la sterilità dell’attacco: l’atomico tridente nelle ultime tre gare ha realizzato solamente due gol.
Numeri deludenti per una squadra che ambisce alla leadership non solo nazionale, ma anche continentale, a riprova che il Napoli evidentemente sta attraversando un periodo davvero delicato, che preoccupa non poco per il futuro. Lo stesso tecnico Maurizio Sarri lo ha evidenziato, affermando che la squadra ha perso quella brillantezza delle prime gare, più per una questione mentale che fisica.

Ma preoccupa molto la prevedibilità dei movimenti degli uomini chiave, tra cui Hamsik e Mertens, apparsi sottotono e soprattutto imprecisi, oltreché grosso modo lenti. Il colpo letale poi è dato dalle dichiarazioni di Sarri che preferirebbe sempre un titolare non al top, anziché una riserva che potrebbe dare il massimo. E se poi si va rivoltando la panchina della squadra partenopea vediamo che non ci sia un così tanto imbarazzo della scelta: oltre agli infortuni di Ghoulam e Milik, si contano anche l’utilizzo di Giaccherini e Ounas ridotti al lumicino, i quali trovano scarsissimo spazio. Di certo è da apprezzare la generosità di Zielinski che, sebbene non sia un attaccante naturale, si rende disponibile per quanto umanamente possibile.

La rosa corta che si ritrova il Napoli è così spremuta fino all’inverosimile, determinando la così tanto evidenziata stanchezza in campo, ulteriormente aggravata dai carichi di lavoro che, dal preliminare di Champions di agosto ad oggi, giocoforza opprimono gli uomini di Sarri. La società deve necessariamente intervenire sul mercato per rimpinguare la rosa e non basta il solo acquisto del tanto conclamato Vrsaljko: al Napoli serve gente che possa far rifiatare i “senatori”.

Sono queste le tante, troppe motivazioni che hanno spinto il Napoli fuori dal discorso Champions per questa stagione sportiva. Una squadra che specialmente in ambito europeo ha perso quella grinta e quella lucidità che l’avevano contraddistinto a tal punto da essere considerata dai più come una vera e propria schiacciasassi.
Ora testa al campionato, con uno scudetto alla portata come non mai e una Europa League nella quale, eccetto qualche grande blasone, la squadra di Sarri può di certo competere.

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