Ranking Uefa: l’Italia consolida il terzo posto e mette nel mirino l’Inghilterra

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui

Ranking UEFA

Al contrario di qualsiasi previsione di inizio stagione, le squadre italiane impegnate in Champions League e in Europa League stanno ottenendo ottimi risultati, contribuendo in maniera significativa alla risalita nel Ranking Uefa per federazioni nazionali.

Infatti il Bel Paese non ha perso nessuna delle sei rappresentanti in Europa ed eccetto la nota stonata del Napoli (arrivato terzo nel suo girone di Champions e di conseguenza retrocesso nell’ex Coppa Uefa), tutte le altre hanno superato brillantemente i rispettivi raggruppamenti. Un bilancio senza precedenti, che va in contrasto con il disastro della nazionale (mancata qualificazione al mondiale 2018), ma è da dire che oggi in Serie A giocano più stranieri che italiani.

Tornando al discorso del Ranking, i risultati sono evidenti, con l’Italia che consolida il terzo posto a quota 69749 e stacca ulteriormente la Germania a 67570 e la Francia a 52415. E sono proprio i transalpini quelli da tenere a debita distanza, visto che la quinta e la sesta (la Russia) in graduatoria avranno appena due posti nella massima competizione continentale.

Per fortuna però, la realtà dice che siamo più vicini al secondo posto dell’Inghilterra (71748) che al quinto e quindi è meglio guardare avanti che dietro. Non sarà semplice almeno per quest’anno, visto che al di là della Manica possono contare su ben cinque squadre in Champions e una in Europa League (l’Arsenal è una delle favorite per la vittoria finale).

Inarrivabile il primo posto della Spagna (98284), ovvero la nazione che negli ultimi anni ha trionfato di più in entrambe le manifestazioni continentali (prendendo in esame gli ultimi cinque anni sono arrivate quattro Coppe dei Campioni e tre Europa League). Ritmi decisamente troppo elevati per i nostri standard attuali e quindi meglio badare al sodo e pensare a mantenersi costanti, onde evitare di perdere nuovamente posti nelle coppe.

Portare quattro formazioni (senza passare da scomodi preliminari estivi) in Champions League è un lusso che il movimento calcistico italiano deve tenersi stretto, solo in questo modo (e con questi introiti) si potrà pensare di innalzare il livello e tornare a primeggiare come nei primi anni 2000.

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