Roma Sassuolo, Di Francesco tra passato e futuro: ”E’ stato un percorso bellissimo!”

Pubblicato il autore: Livio Cellucci Segui

Di Francesco: "Nainggolan titolare"
Di Francesco
ritrova il suo passato: Roma Sassuolo è una gara dai mille significati per il tecnico giallorosso, dopo i 5 anni passati da Eusebio in Emilia e che sono stati a dir poco fondamentali nel suo cammino di allenatore. Ma Roma Sassuolo per tutti i tifosi romanisti deve anche essere la gara della riscossa giallorossa, dopo il doppio k.o. ravvicinato dei capitolini contro Torino e Juventus. Le ultime 2 sconfitte hanno un pò offuscato il bel cammino della Roma fin qui ed allora ecco che i neroverdi ancora una volta possono rappresentare un punto di svolta per Di Francesco. Eusebio perciò ci tiene a chiudere bene l’anno, tenendo ben presente che ci sarà poi anche la gara di Genova da recuperare, per poter fare un bilancio esaustivo sul girone d’andata: ”Ne mancano due di partite: quella che non abbiamo giocato influisce e non vediamo l’ora di metterci a paro. Abbiamo fatto ottime cose, siamo cresciuti tanto, ma ci manca qualcosina per essere competitivi sotto tutti i punti di vista. Questo deve essere un modo per spronare la squadra, per ”mentalizzare” alcuni concetti ed esprimerci con maggiore continuità”.

Eusebio si accosta con emozione a questo Roma Sassuolo: ”Non ho mai fatto lettere, elicotteri per ringraziare, ma ho ancora addosso le emozioni di Sassuolo, dove ho incontrato un ambiente straordinario e con cui ho condiviso cose che mi terrà sempre dentro… E’ un amore davvero grande, è stato un percorso bellissimo, mi emoziono ancora tantissimo a vedere le immagini del goal di Missiroli! Non c’è stata solo la Serie A… Ringrazio tutti, a partire dai magazzinieri”. Il giudizio di Di Francesco sul collega Iachini è più che positivo: ”Sta valorizzando anche il lavoro che ha fatto Bucchi. Beppe è un ”martello”, ha dato solidità a una squadra che prendeva troppi goal”. Ma Roma Sassuolo sarà una partita da ex anche per Pellegrini e Defrel: ”Pellegrini è un ’96, sta giocando tanto. Si pensa che debba giocare sempre, ma quando ha giocato sempre non ha dato magari il meglio… Ha grandissima prospettiva, anche a livello di Nazionale. E’ in continua crescita, ha maggiore personalità, in campo come in allenamento. E’ uno dei titolari della Roma. Defrel? E’ stato sfortunato, anche perchè non è riuscito a fare goal, pur creando tante occasioni. La scorsa settimana ha ripreso una botta e sta ancora smaltendo questa situazione. Ha preso praticamente la stessa botta dell’altra volta, non sarà nemmeno convocato”.

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La Roma deve essere più concreta in zona-goal, ma Eusebio questo lo sa bene: ”Dirlo oggi lascia il tempo che trova… Noi dobbiamo portare in campo concretezza, dimostrare che stiamo superando le difficoltà nel segnare. Anche a Torino abbiamo creato tanto contro la Juve, che è una squadra che concede poco. La gara col Torino invece è emblematica: il risultato cambia i giudizi, ma fa parte del nostro lavoro. Dobbiamo rispondere sul campo a partire da domani. Mi auguro magari di creare meno ma di segnare di più”. Quindi, il tecnico romanista si sofferma sulla tattica: ”Se voglio spostare gli equilibri, di solito metto il 4-2-4. Questa squadra però ha trovato meccanismi tali che cambiare per due partite perse sarebbe un errore. Anche io nella mia testa devo avere equilibrio: posso usare il 4-3-3 o il 4-2-4. Il 4-2-3-1 invece non mi piace tantissimo. E’ sempre il risultato però che fa la differenza… Domani però non vi dico come giocherò! Sicuramente Schick partirà dall’inizio”.

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Di Francesco preferisce nicchiare sul mercato: ”Sono in sintonia con Monchi, parlare di mercato ora non mi interessa… Devo pensare al Sassuolo e portare a casa 6 punti che sono l’obiettivo primario. Dobbiamo migliorare e mantenerci competitivi. Il mercato ora è l’ultimo dei pensieri…”.
L’allenatore giallorosso tesse poi le lodi del suo lavoro fin qui: ”Abbiamo fatto qualcosa di straordinario finora in Champions! In Campionato siamo in corsa per diventare competitivi, o comunque per dare fastidio, come ho sempre detto. Per ripartire bisogna vincere, la difficoltà si supera con una vittoria. La mia forza è cercare di saper prendere le sconfitte nel modo giusto, capire dove si può far meglio. Questo succede anche nelle vittorie, che non sempre sono arrivate come volevo… Anche se le vittorie sporche fanno bene e danno fiducia. Noi abbiamo solo l’obiettivo di vincere, anche se c’è il Sassuolo che ha fatto benissimo. Dobbiamo vincere a prescindere dall’avversario. ”Vincere” a livello motivazionale è una parola che mi piace tanto. Vincere lo scetticismo, raggiungere risultati importanti, portare giocatori in Nazionale, far migliorare i giocatori. Non bisogna vincere a tutti i costi, ma vincere sul campo, attraverso una mentalità ed un’idea. Per farlo però bisogna anche imparare dagli altri, avere la determinazione, la cattiveria agonistica che noi non abbiamo sempre e che invece ha avuto la Juve”.
A fine anno è tempo di bilanci, ma Di Francesco non ha voglia di dare giudizi: ”Voti non me ne do, non li do neanche agli altri, ma accetto quelli che mi date voi. Sono contento di quello che credo sia cambiato. Ora è troppo sottile il confine tra bene e male, dobbiamo ripartire subito facendo benissimo in campionato, per non perdere la crescita che c’è stata nell’ambiente e nella squadra. La partita di domani è molto importante. Quella da allenatore è un’esperienza molto diversa da quella da calciatore: il calciatore è più orientato a se stesso, l’allenatore deve guardare il mondo a 360 gradi. Mi sento integrato, mi piace, mi sento stimolatissimo. L’esperienza di Sassuolo è stata basilare: mi piace quando sento dire: ”la famiglia” : qui stiamo cercando di far diventare Trigoria una famiglia”.
La chiusura è con delle parole di conforto per Patrik Schick: ”Sbagliare un goal al 94′ contro la Juve pesa enormemente e lui deve avere la forza di superarlo. Ora Schick è il giocatore a cui sono più vicino ed a cui bisogna dare più forza. E’ un capitale della società ed è un giocatore forte. I goal lo sbagliano anche i grandi campioni, lui ancora non lo è, ha qualità, ma deve fare tantissima strada. L’aspetto più importante su cui lavorare è quello mentale: non deve passare l’idea che noi non abbiamo pareggiato con la Juve per colpa di Schick, è l’errore più grande che potremmo fare! Se lo facessi io, sarebbe assurdo… La sconfitta di Torino passa attraverso una prestazione in cui potevamo rimediare e fare goal successivamente, attraverso cose che potevamo fare meglio davanti ad una squadra forte come la Juve, che ha ancora qualcosina più di noi”

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