Cassano show: “Mi sento ancora un professionista. Balotelli mai stato un campione”

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

Quando un personaggio come Antonio Cassano rilascia qualche dichiarazione, tutto il mondo dello sport è attratto dalle sua parole mai banali, estremamente schiette, e pensa a quello che il pibe di Bari Vecchia avrebbe potuto essere o fare per il nostro calcio, se non fosse stato per quel carattere irrequieto, in un momento di “crisi del talento” dell’Italia del pallone. In una intervista al Corriere dello Sport pubblicata questa mattina, a firma di Andrea Ramazzotti, Cassano ha parlato di tutto e di più, partendo dal suo momento: “Mi alleno e sto bene, sono ancora un calciatore integro non avendo mai avuto infortuni particolarmente seri. E non è vero che sono sovrappeso: 85 kili come quando ero alla Samp e sono andato al Mondiale nel 2014″.

Cassano è fermo da più di un anno, nonostante la possibilità avuta all’Hellas Verona questa estate, salvo il repentino ripensamento nel corso del ritiro precampionato: “A Verona non avrei avuto lo stimolo di lottare per la salvezza, non mi sento un calciatore per quel tipo di obiettivi“. E non chiude la porta a future esperienze: “A 35 anni e mezzo sento di poter ancora fare la differenza e aspetto una proposta allettante che ancora non è arrivata. Prima dell’Hellas, mi avevano cercato il Crotone e squadre in Francia e Belgio. Spero sempre che la mia carriera non sia finita con il derby di Genoa del Maggio 2014″. E alla domanda se gradirebbe un’esperienza in campionati meno quotati come altri suoi colleghi, Cassano risponde con un secco “non è giocare a calcio quello”.

Nonostante l’assenza dai campi, Antonio si sente felice:Ho una famiglia stupenda, una moglie che mi ha aiutato tanto e che mi ha regalato due figli splendidi”. Segue poi il ricordo di mille cassanate“Se potessi tornare indietro, pagherei per non litigare più con il presidente Garrone. Al Real Madrid conducevo una vita pessima, ho sprecato una grande occasione di vincere tutto”. Il carattere è sempre stato il suo cruccio maggiore, rimproveratogli da tanti colleghi come Totti, che di recente ha incoronato Cassano come il più forte con cui ha giocato: “Lo ringrazio ed ha ragione a criticare il mio carattere. Totti non doveva ancora ritirarsi, con Dzeko e Schick in difficoltà sarebbe stato fondamentale per la Roma. Da dirigente lo vedo ancora un po’ acerbo, ma imparerà e sarà molto bravo”. 

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A questo punto Cassano ne ha per tutti, partendo dal Napoli: “Sarri è molto bravo a far giocare bene le sue squadre ma non sarebbe in grado di gestire grandi campioni. Cosa che invece riesce molto bene ad Allegri“. 
Proprio per Allegri ha parole di grande stima: “Max è una persona sincera, gli altri si vendono per fare carriera, lui no ed è per questo che lo apprezzo. Al Milan abbiamo avuto delle discussioni, ma sempre per colpa mia. E nonostante tutto lui ha saputo trattarmi”. Una considerazione anche sulla JuventusVincerà ancora il campionato perché è avanti non solo come squadra, ma soprattutto come società” .E non poteva mancare una battuta su Dybala“Sicuramente Paulo è un ottimo calciatore, ma non un campione. I paragoni con Messi mi hanno sempre fatto ridere”.

L’Inter, squadra del cuore di Cassano, è stato il suo grande amore insieme alla Samp e l’attaccante pugliese non nega i rimpianti: “All’Inter non andavo d’accordo con Mazzarri, col quale mi portavo delle ruggini dai tempi di Genova e mi è dispiaciuto molto dover partire, così come non avrei dovuto firmare la seconda volta per la Samp: quando si fa bene una volta in un posto, tornarci può essere un grande rischio. Dopo aver risolto i primi problemi con Zenga, stavo andando bene ma la lite nello spogliatoio con Romei ha rovinato tutto. Poi è arrivato Giampaolo e sono sicuro che sia stato lui a non volermi più e quindi ho dovuto lasciare”. Una considerazione sul momento di Inter e Samp: “L’Inter ha una squadra normale, con cui Spalletti da grande allenatore sta facendo grandi cose. Complimenti a Romei e Ferrero che alla Samp hanno creato un impero”.

Interpellato sul Milan e sul grande colpo estivo Bonucci, risponde in maniera molto diretta: “Il Milan per il tipo di squadra che ha sta facendo quello che deve fare. Leo è bravo, ma è stato molto fortunato alla Juve a trovare campioni come Barzagli,Buffon e Pirlo che ne hanno esaltato le qualità. Al Milan mancano molto Galliani e Berlusconi, personaggi carismatici:la loro presenza infondeva grande fiducia“.

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Interrogato sulla vita da grande, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Cassano non ha dubbi: Voglio fare il direttore sportivo: mi piace scoprire i talenti. E mi ispirerei ad Ausilio”. E nell’ottica di un futuro da dirigente, alla domanda sui più grandi talenti della Serie A e sulle dinamiche del mercato, risponde: “Gli unici campioni della Serie A sono Higuain,Pjanic e Buffon. Gli altri sono tutti buoni giocatori. I prezzi del mercato oramai sono fuori controllo: se Coutinho vale 160 milioni,  e non li vale, Messi parte da 600 milioni e Cristiano Ronaldo da 400“.

Infine un’ultima bordata a Mario Balotelli, personaggio molto simile al talento pugliese. Insieme i due hanno composto un buon tandem d’attacco in Nazionale sotto la guida di Prandelli, ma Cassano è molto scettico sulle doti di SuperMario: “Balotelli sta tornando ai suoi livelli? Non è mai stato un campione. Deve solo ringraziare Raiola per avergli trovato squadra e ingaggio. Ho già detto tempo fa queste cose e lui se ne sente offeso, ma penso che siano la verità”.

 

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