Cosimo Sibilia a SN: “Le mie idee per la nuova FIGC, non escludo alleanza con Tommasi”

Pubblicato il autore: Diego Grossi Segui

In occasione dell’elezione del presidente della FIGC che si terrà il 29 gennaio, SuperNews ha intervistato in esclusiva Cosimo Sibilia, presidente della Lega nazionale dilettanti e candidato con Gravina e Tommasi alla presidenza della Federcalcio. L’ex senatore di Forza Italia ci ha esposto i punti salienti del suo programma, indicando quelle che a suo parere potrebbero essere le proposte giuste per far ripartire il calcio italiano.

Partiamo con una sua considerazione sulla presidenza Tavecchio. Come valuta l’ultimo triennio presidenziale?
Tutto sommato credo che Tavecchio abbia svolto un buon lavoro. Io sono subentrato solo pochi mesi fa e ho trovato un percorso di riforme avviato. Alla fine, però, ha pagato il prezzo più alto e per colpe non solo sue.

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Le elezioni sono vicine. Recentemente ha incontrato l’altro candidato alla presidenza della Figc, Damiano Tommasi, c’è la possibilità di un’alleanza?
Il confronto con Tommasi è stato incentrato sulla discussione dei programmi, con numerose convergenze su progettualità future. Sono ore concitate, non posso escludere nulla. Resta, però, un dato: c’e stato un confronto democratico, ognuno ha portato il proprio contributo di idee, e chi verrà eletto lunedì avrà il compito di farne una sintesi che trovi la massima condivisione in Consiglio Federale. Non sarà un compito facile, ma lo dobbiamo agli sportivi che ci chiedono di ripartire davvero con slancio e all’autonomia del calcio italiano. Gli anticorpi dobbiamo trovarli al nostro interno.

Tra i punti chiave del suo programma c’è la creazione di un campionato cuscinetto di semiprofessionisti tra LND e Serie C. Tommasi e Gravina propongono le seconde squadre. Può esserci un punto d’incontro tra queste iniziative?
Mi trovo d’accordo sull’istituzione delle seconde squadre. Ad oggi le possibilità per molti calciatori, soprattutto giovani, di mettersi in mostra sono alquanto ridotte. Permettere alle società di Serie A di iscrivere le proprie seconde squadre, formate da elementi Under 21, al campionato di Serie C potrebbe accelerare il loro processo di crescita. Sono anche convinto della necessità di procedere alla riforma dei campionati, istituendo un nuovo format, con la creazione di un campionato intermedio tra l’area professionistica e la Lega Nazionale Dilettanti. Un’area, appunto, semiprofessionistica in grado di attutire in termini di sostenibilità il salto dai Dilettanti al professionismo. A questo dovrebbe poi seguire una stesura di regole più stringenti per le ammissioni ai campionati superiori.

Come intende valorizzare il progetto “Club Italia”? Si parla di un coinvolgimento di Buffon. Ci conferma l’indiscrezione?
Credo che una nuova fase di crescita per il Club Italia debba passare anche attraverso l’individuazione di una figura in grado di gestire in modo diretto gli aspetti tecnico-sportivi della Nazionale. A questo proposito, ritengo funzionale la responsabilizzazione dei calciatori e delle calciatrici che hanno indossato l’azzurro. Un nome come quello di Buffon, se e quando deciderà di smettere con il calcio giocato, può essere adatto al rilancio della maglia più amata dagli sportivi italiani.

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Da cosa dovrà ripartire il movimento calcistico italiano dopo la mancata qualificazione al mondiale? 
La prima cosa che auspico è l’approdo delle diverse componenti ad uno spirito comune, all’unità di intenti. Ho scelto lo slogan “giochiamo di squadra” proprio per questo, perché per ottenere grandi risultati è necessario essere uniti e forti, in una FIGC vissuta come casa comune del calcio italiano. Chiunque avrà il compito di guidare la Federazione dovrà lavorare alla condivisione di idee e progetti con il sostegno, si spera, di una larga maggioranza. Il rilancio poi, non può prescindere dai giovani, linfa vitale dell’intero sistema e base sulla quale costruire il futuro. C’è necessità di dare un forte impulso all’attività dei Centri Federali Territoriali per la formazione e la crescita dei migliori talenti, al maschile ed al femminile. Questo potrà attuarsi anche puntando su tecnici preparati e votati alla preparazione dei giovani. Inoltre, c’è l’idea di introdurre un sistema di rating dei settori giovanili, come avviene in molte altre Federazioni, così da indirizzare le società ad investire sui propri vivai riconoscendo anche risorse economiche per chi raggiunge standard elevati e per chi forma calciatori selezionabili per le Nazionali.

In che modo vorrebbe promuovere il calcio femminile?
Il processo di crescita del movimento è già stato avviato ed occorre essere ragionevolmente pazienti per raccoglierne i frutti. Operazioni di questo calibro non si realizzano in un giorno. Notevoli passi in avanti sono stati già compiuti in questa stagione sportiva, tra i quali l’ingresso di club prestigiosi del mondo professionistico e la visibilità mediatica offerta dalle dirette televisive di Rai Sport e la parallela offerta streaming, con il risultato di una proposta settimanale di due gare di Serie A. Nella prossima stagione entrerà a regime la riforma dei campionati ed altre Società professionistiche faranno il loro ingresso aumentando ulteriormente l’appeal del Calcio Femminile italiano. Si stanno elevando gli standard di qualità e tra pochi anni, ne sono certo, raccoglieremo i frutti di quanto è stato seminato.

Mercoledì ha incontrato, assieme gli altri candidati, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, come giudica la sua proposta di rinvio delle elezioni?
Il presidente Malagò ci ha chiesto di riflettere sul rinvio delle elezioni in programma il prossimo lunedì, ma ci sono difficoltà procedurali. Non so se ci sono le condizioni tecniche: noi siamo per celebrare l’assemblea e completare il percorso democratico.

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