Il Var soffre di sudditanza psicologica? E i media tacciono

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui


La settimana scorsa, ultima giornata di campionato ed ultima partita del 2017, in Crotone-Napoli, il fallo di mani in area di Dries Mertens, suscitarono polemiche in tutti i social e tutte le pay tv italiane. Fallo che senza dubbio c’era, da fischiare, col Var che poteva rivedere l’accaduto e con Walter Zenga arrabbiato. Ma il nuovo anno, non è che sia iniziato nel migliore dei modi. Il Napoli, batte il Verona, rialza la testa, e deve aspettare la Juventus a Cagliari, che con qualche difficoltà supera i sardi, con polemiche arbitrali, questa volta a Calverese. Gol della Juve, di Bernardeschi, che parte da una gomitata di Benatia su Pavoletti. I rossoblù reagiscono, ed un fallo di mani in area di Bernardeschi, fa scoppiare il finimondo. L’arbitro Calvarese, deve controllare il Var, ma Banti, sembra che non lo chiami, considerando, involontario il fallo. Perché? La regola dice che il gioco deve fermarsi e il direttore di gara deve vedere lo schermo con l’episodio. Anche la tecnologia soffre di sudditanza psicologica? Ora che succede, anche Calvarese verrà fermato per qualche turno?  Sembrava che il Var, potesse mettere d’accordo tutti, invece, sembra che si sia tornati agli anni ’90 o agli inizi del 2000, quando ci furono episodi, che ormai sono nella storia del calcio. Fatto sta, che la Juventus, è in scia del Napoli, e la prossima giornata, potrebbe esserci il tanto aspirato sorpasso, con gli azzurri che andranno a Bergamo (bestia nera) e i bianconeri giocheranno di lunedì in attesa del risultato del Napoli, e quindi potranno calcolare. Un’altra domanda che ci poniamo è questa? Perché i media, non premono il piede sull’acceleratore su questi episodi quando la Juve è protagonista? Sembra che si temono risoluzioni contrattuali come accaduto in precedenza. Fatto sta che la Serie A, è noiosa e piena di polemiche.

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