Betis Siviglia, la curiosa storia di Loren Moron: da torero a bomber in Liga

Pubblicato il autore: Lorenzo Solombrino Segui


Dopo la doppietta all’esordio contro il Villarreal,  Lorenzo Jesùs Moròn Garcia, per tutti Lorèn Moròn, dichiarava riguardo al suo primo gol: “È un sogno che si avvera. Ero concentrato sulla palla, ho visto che stava arrivando un avversario, l’ho colpita ed è stato bellissimo. All’inizio non riuscivo a crederci”. Ha chiuso con un elogio verso l’allenatore ed i suoi collaboratriLo staff tecnico ha fatto una scommessa rischiosa. Mi hanno dato la fiducia e l’ho restituita con due reti. Sto provando un’emozione molto grande. Debuttare in quel modo è stato un grande sogno che avevo sin da quando ero piccolo”.

Pensare che da piccolo, stando a quanto riferisce il padre, la sua infanzia si è divisa fra calcio e corrida. Il giovane originario di Marbella, infatti, ha provato anche a diventare un torero professionista. Poi, però, arrivato ai 14 anni, deciso di optare per la carriera nel mondo del calcio. A Siviglia, sponda del Betis, la squadra rivale del padre, anche lui Lorèn, difensore del Siviglia a fine anni ’90.
Comincia la sua avventura calcistica nella squadra della propria città situata nella provincia di Malaga. Classe 1993, si forma com un attaccante dotato di una buona fisicità grazie ai 185 centimetri d’altezza. Dopo i primi due anni in cui esordisce tra i professionisti e sfiora la doppia cifra, nel 2014 ottiene la prima possibilità da titolare in una compagine di terza divisione. Approda con la formula del prestito al Velez Fc. Il bilancio è già molto positivo, dato che in 21 partite arriva a segnare 14 reti.
Numeri che, l’anno successivo gli valgono la firma di un contratto con il Betis Siviglia, che lo assegna alla squadra B. Nella compagine biancoverde riesce ad affermarsi pienamente e a formarsi in maniera strutturale come vero e proprio attaccante. Le sue doti fisiche ed una buona rapidità lo rendono un centravanti notevole per la categoria. Dimensione che ormai comincia a stargli piuttosto stretta, poichè padroneggia i propri mezzi come un calciatore pronto per il grande salto. Il biglietto da visita è incoraggiante. In tre anni passati tra le fila della seconda squadra, si vanta di aver collezionato ben 43 gol in 93 incontri disputati. La sua strapotenza era tale che, lo scorso maggio si è potuto anche permettere di siglare una tripletta contro l’Atlético Espeleño.
All’inizio di questa stagione, però, gli viene ancora richiesto di giocare per la squadra B che sta rischiando la retrocessione e non può permettersi di perdere il suo attaccante titolare. La chance in Liga tarda ancora ad arrivare.

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Bisogna aspettare una data fondamentale per la carriera del giovane andaluso. Il 30 gennaio, infatti, il club decide di essergli riconoscente proponendogli un rinnovo fino al 2021. L’accordo prevede una richiesta ben precisa da parte di Moron. La possibilità di poter essere aggregato finalmente alla prima squadra per poter giocarsi le proprie carte nella massima serie spagnola. Fa, così, la sua comparsa un altro personaggio chiave per l’ascesa del giovane centravanti, il mister biancoverde Quique Setien. Impressionato dalla sua voglia e dalle sue capacità, decide di dargli una possibilità dopo solo un mese dalla firma posta sul rinnovo.
Arriviamo alle dichiarazioni da parte di un incredulo Moron alla fine del match contro il Villarreal. E’ il tre febbraio e il palcoscenico è il Benito Villamarin, stadio di casa del Betis di Siviglia. Le previsioni non si prospettavano troppo felici, una volta consegnata la formazione. Infatti, nella grafica che illustrava l’undici dei padroni di casa, la foto della punta 24 enne non figurava nemmeno. Grazie alle due reti segnate, la sua squadra riesce, quindi, a superare gli avversari. Tre punti determinati in tutto e per tutto proprio dal giovane Loren Moron. La sua prestazione al debutto e l’integrazione nel 4-3-3 di mister Setien, lo spingono ad essere titolare anche nove giorni dopo sul campo del Deportivo la Coruna. E’ la serata dell’esordio di Clarence Seedorf sulla panchina del Depor, ma ancora una volta è Lorèn Moron a prendersi la scena. Dopo gli attacchi arrembanti della squadra di casa, al 54′ viene messo in mezzo un cross dalla sinistra, il reparto difensivo è indeciso sul da farsi e sul pallone si fionda come un rapace il giovane centravanti. Tre gol in due partite.
Chissà se avesse scelto di fare il torero.

 

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