Marcello Lippi: “Paragone Dybala-Messi deleterio. Bianconeri pronti la Champions. Campionato alla Juve, ma…”

Pubblicato il autore: William Truppi Segui

Marcello Lippi non ha certo bisogno di ovvie presentazioni per gli amanti del calcio. Dal Mondiale con l’Italia del 2006 fino ai trionfi internazionali con la Juventus, ha fatto battere il cuore, e anche versare qualche lacrima di disperazione e di gioia, a milioni di tifosi italiani. Ora, però, dopo l’ultima infelice parentesi con la Nazionale nel 2010, Lippi ha deciso di estendere il proprio sapere in Cina dove, tra club e Nazionale, ha saputo costruirsi la stessa reputazione ed ammirazione riconosciutagli in Europa, vincendo campionati e Champions League anche in terra asiatica.
Intervistato per l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il tecnico viareggino, classe 1948, si è lasciato andare ad una lunga intervista a 360° su tutto il panorama calcistico italiano.

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Lippi e la Nazionale

“In 88 anni, da quando esiste il Mondiale, ne abbiamo vinti quattro e non abbiamo conquistato la fase finale due volte. Tranne un paio di nazionali, tutti ci metterebbero la firma. Ora però rosichiamo”.

Manca il ct…
“I candidati sono tutti da panchina. C’è chi ha già dimostrato il suo valore, come Conte. C’è chi, come Mancini, ha confessato apertamente di volere la Nazionale, cosa importantissima. Discorso che vale per Ranieri. Ancelotti sarebbe la prima scelta per carriera, carattere, esperienza, successi, ma pare non abbia tanta voglia”.La Figc non esclude in partenza la soluzione Di Biagio.
“Ci ho pensato dopo la morte di Azeglio Vicini: abbraccio alla famiglia e lo ricordo come un simbolo vincente della generazione di tecnici federali. Come Maldini. Di Biagio sarebbe una scelta nella tradizione: ma servono subito risultati”.
Chi le piace dei giovani?
“Cristante. Ogni volta che lo vedo ha quattro/cinque occasioni da gol, s’inserisce senza palla, colpisce di testa. Poi Pellegrini, Chiesa, Bernardeschi. Barella, ma sia meno aggressivo. E Caldara, serio, giusto: mi piace come si esprime”.

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Lippi e la Juventus – Il “caso” Dybala e la Champions League

Confronto Messi-Dybala
“Tutti questi accostamenti, Messi qui, Messi lì… L’impressione è quella di un bravo ragazzo, serio, forte: deve solo ricordare i campioni che alla Juve l’hanno preceduto senza sfondare subito – afferma Lippi – Da Platini a Zidane che era preoccupatissimo: un giorno gli parlai, gli dissi “tutti abbiamo fiducia in te”, e dalla domenica successiva non si fermò più. Allegri l’ha gestito bene, la società non gli ha fatto mancare la fiducia”.
Un anno fa, dopo poche partite della Juve con il nuovo 4-2-3-1, lei disse che era il modulo giusto per arrivare fino in fondo in Europa. Ora con il 4-3-3?
“Era il momento di cambiare e Allegri l’ha fatto – afferma Marcello Lippi – Da quanto la Juve quasi non prende gol? Dal nuovo sistema e da quando ha ritrovato Benatia: la concentrazione di tutti è massima. Spiace per Matuidi infortunato, ma sarei contento di vedere Marchisio, ha ancora tantissimo da dare. In ogni caso Allegri trova sempre qualcosa di nuovo”.
Il Tottenham non sembra il più insuperabile dei rivali.
“Fatte le proporzioni, la sfida mi ricorda quella col Barça. Un grande attacco ma non una grande difesa: è finita 3-0. Kane la mette sempre dentro, i centrocampisti s’inseriscono, ma dietro la Juve può creargli grossi problemi. Comunque Pochettino è bravo, una bella figura di giovane allenatore, ha lanciato giovani come Alli”.
Con lo spettro di arrivare in finale e perdere per la terza volta. È già successo con Lippi…
“Il pensiero va lì. Ma io sono arrivato in finale quattro volte, cose che non si possono cancellare. E poi questo significa che sei entrato nel gruppo di quelle che possono vincere la Champions: Real, Barça, Bayern, Juve e City. Cinque. E dico: occhio al Real, non pensate sia finito, bravo Heynckes, a 72 anni ha fatto volare il Bayern. Ma la Juve è stabilmente lì, prima non era così. L’obiettivo principale è stato raggiunto”.

Lippi ed il Napoli – Considerazioni su Sarri e la lotta scudetto

Riduttivo dire che Allegri-Sarri è creatività contro collettivo?
“Il discorso è più semplice. Sono due grandi allenatori diversi, inseguono il successo in modo diverso – dice Lippi – Gli automatismi del Napoli non sarebbero praticabili cambiando formazione ogni settimana: quello di Sarri è un calcio bello, positivo, offensivo. La Juve ogni tanto ha una giornata più negativa, cambia spesso uomini e sistemi. Allenando da quarant’anni so com’è difficile far giocare bene ed è notevole che Sarri ci sia riuscito così presto. Però un allenatore non è solo gioco”.
Sarri si lamenta troppo, Allegri giustifica il brutto gioco…
“Ma sono schermaglie sempre successe, botta e risposta che coinvolgono tutti, dai presidenti ai ds: si fa tutto per dare fastidio ai rivali”.
Sarà una bella delusione per chi perde tra Juve e Napoli…
“Se lavori così bene non devi deprimerti. Però i punti di vista sono diversi. Se vince il Napoli, la Juve potrebbe dispiacersi fino a un certo punto, dopo sei scudetti e magari con la Champions nel mirino. Se il Napoli non ce la fa, psicologicamente sarebbe più dura: è una grande perché è stabilmente tra le prime tre, ne ha consapevolezza. Sarebbe un brutto colpo”.

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