Scarponi, morto a Filottrano l’uomo che ha investito il ciclista marchigiano

Pubblicato il autore: fabricondo Segui


Giuseppe Giacconi è stato stroncato da un tumore nello stesso paese dove abitava il corridore dell’Astana e teatro, lo scorso aprile, del tragico incidente


Destino
crudele – Ancor prima del tumore lo ha stroncato quel fardello insopportabile che lo tormentava dal 22 aprile scorso. Chi lo conosceva bene assicura che Giuseppe Giacconi, 58 anni, non si era mai ripreso da quel giorno fatale a Filottrano, in cui alla guida del suo furgone aveva travolto e ucciso il campione di ciclismo e compaesano, Michele Scarponi, 37 anni. Senza saperlo, Michele e Giuseppe erano legati a doppio filo da un destino atroce che li ha portati via entrambi a breve distanza l’uno dall’altro. Giacconi, infatti, è morto domenica sera nella sua abitazione a causa di un male incurabile che gli era stato diagnosticato a novembre. Il dolore lo aveva logorato a tal punto che non ha più avuto la forza di reagire: quel film drammatico era diventato un incubo impossibile da scacciare, così si è lasciato andare.

Maledetto quel giorno – È la mattina del 22 aprile 2017: il Giro d’Italia è alle porte e Scarponi si allena sulle strade della sua Filottrano, in provincia di Ancona, zona collinare, meno di 10.000 abitanti, le mura del castello che cingono il paese. Il sogno dello scalatore marchigiano è quello di arrivare sul gradino più alto del podio, dopo la vittoria del 2011, ottenuta a tavolino grazie alla squalifica per doping dello spagnolo Contador. Fabio Aru è infortunato, il corridore di punta dell’Astana è lui, uno stimolo in più per arrivare a Milano in Rosa. Michele, però, non ha fatto i conti con una tragica fatalità, che si materializza mentre esce da un tornante in via dell’Industria, in periferia: un Fiat Iveco lo investe in pieno. Scarponi muore sul colpo. Al volante c’è Giuseppe Giacconi, un artigiano di Filottrano, ma soprattutto un tifoso di Michele, orgoglio cittadino. Due vite spezzate.

“Non l’ho visto“ – Giuseppe è disperato, non riesce a darsi pace e continua a ripetere: “Non l’ho visto, vi giuro che non l’ho visto”. Frasi ribadite anche ai magistrati, che lo iscrivono nel registro degli indagati per “omicidio stradale”. Un procedimento penale mai iniziato, con le indagini non ancora chiuse, e che si estinguerà con il reato. A dargli conforto la famiglia, ma anche il sindaco di Filottrano e il cardinale di Ancona, che aveva provato a consolarlo il giorno del funerale di Scarponi. Il dolore di Giacconi, però, è troppo forte e il destino avverso è ancora una volta in agguato.

La malattia – Pochi mesi dopo l’uomo si ammala, ha un tumore, ma sembra che quello choc gli abbia prosciugato tutte le forze per lottare con vigore. Non sortisce effetto neppure il ricovero all’ospedale regionale di Torrette, Giacconi si spegne come una candela, vinto dal male e dal fatto di sentirsi responsabile della morte di Scarponi. “Non voleva più curarsi” raccontano i vicini di casa. Oggi pomeriggio il funerale, poi la sepoltura nel cimitero del paese dove riposa Scarponi. Per imboccare insieme l’ultimo rettilineo prima del traguardo.

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