Speciale SN – Serie A, duello Napoli-Juve: ecco quanto influisce giocare dopo la rivale nella volata Scudetto

Pubblicato il autore: Giulio Ninni Segui
NAPLES, ITALY - DECEMBER 23: Players of SSC Napoli celebrate the 3-2 goal scored by Marek Hamsik during the Serie A match between SSC Napoli and UC Sampdoria at Stadio San Paolo on December 23, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

È meglio giocare prima o dopo la Juventus? Quanto la pressione psicologica influisce sulla prestazione del gruppo? L’uscita del Napoli dall’Europa League, condizionata forse dal turnover dell’andata, ha confermato le difficoltà degli azzurri al di fuori dei confini nazionali. In campionato però la storia non sembra essere la stessa: quest’anno infatti il Napoli pare aver cambiato marcia rispetto alle scorse stagioni dimostrando di essere una squadra consapevole dei propri mezzi e capace di vincere contro tutto e tutti senza grossi problemi.

Le prestazioni dei partenopei, a dispetto di quanto dichiarato da mister Sarri, sembrano non risentire dell’influenza del calendario che più volte ha visto il Napoli scendere in campo dopo i campioni d’Italia. L’andamento stagionale degli azzurri parla chiaro: 69 punti in 26 partite e primato in classifica con 60 reti segnate e soltanto 15 subite. Ma cosa è cambiato dalle stagioni precedenti?

In questo speciale la redazione di SuperNews ha approfondito l’argomento concentrandosi sul duello scudetto Napoli-Juve per scoprire quanto la pressione psicologica causata dalla composizione del calendario abbia influito sul rendimento in campo dei partenopei. Per stabilirlo abbiamo analizzato le gare disputate dal Napoli prima e dopo la Juventus e viceversa, e abbiamo ricavato una media punti per giornata. Le informazioni utilizzate per la produzione del nostro studio sono state prelevate dal sito ufficiale della Lega Serie A e dal noto portale per gli allenatori di calcio, YouCoach.it.

I risultati della ricerca hanno dimostrato che la pressione psicologica nel giocare dopo la diretta concorrente ha costituito un valore aggiunto in casa Napoli: negli 11 match disputati dopo la Juventus, gli azzurri hanno conquistato la bellezza di 31 punti, per una media di 2.8 punti a partita. Non solo la pressione psicologica, ma anche la maturità delle grandi squadre. Il Napoli di quest’anno sembra essere una squadra più solida, capace di superare qualsiasi incidente di percorso senza scomporsi e senza perdere la lucidità in campo. Andare sotto nel punteggio non è più un problema: sono addirittura 18 i punti conquistati rimontando il risultato su 21 potenziali. Nessuna squadra in Serie A è riuscita a far meglio partendo da una situazione di svantaggio. Insomma, il gruppo di Maurizio Sarri ha senza dubbio carattere e personalità da vendere.

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La posizione di Sarri

Il tecnico partenopeo si è dichiarato più volte in disaccordo con la disposizione del calendario criticando quanto fatto dalla Lega Serie A. Secondo Maurizio Sarri infatti “si è commesso un enorme errore a mettere in orari e giorni diversi Napoli e Juventus. Poi è normale se mi vengano dei dubbi su chi è incaricato di fare i calendari.” Ma è meglio giocare prima o dopo rispetto alla Juve? Sulla questione Sarri ha detto la sua: “Io non dicevo se era meglio o peggio. Mi piaceva avere in questo momento più equità. 9-0 in questo periodo della stagione mi sembra strano. Magari 6-3 lo capivo perché la Juve ha la Champions… 7-2 sarei rimasto perplesso ma 9-0 è una possibilità su qualche milione”. La nostra ricerca, tuttavia, che considera il campionato sino alla 26esima giornata fa emergere un dato interessante: finora il Napoli ha giocato dopo la Juve soltanto una volta in più (11 volte il Napoli e 10 la Juve, ovviamente non sono stati considerati gli incontri disputati in contemporanea e lo scontro diretto).

Il parere di Dries Mertens

Il centravanti belga è al momento indiscutibilmente il calciatore più rappresentativo del Napoli di Maurizio Sarri: con 16 reti e 6 assist il folletto napoletano si sta confermando come uno dei giocatori più prolifici del nostro campionato e sta trascinando gli azzurri verso il tanto desiderato terzo scudetto. Sulla questione del giocare dopo la Juve, “Ciro” Mertens non lascia spazio a polemiche: “Personalmente non mi mette pressione, penso che anche la squadra non abbia questi pensieri in testa. Continuiamo così, partita dopo partita, noi lavoriamo tutti i giorni, facciamo di tutto per fare il meglio e lo faremo fino alla fine”. Insomma, il gruppo a differenza del tecnico non sembra risentire delle dinamiche del calendario.

Il punto di vista della Juventus

Per i campioni d’Italia la questione del giocare prima o dopo non sembra essere così rilevante, anzi: i bianconeri nelle 11 gare disputate prima degli azzurri hanno totalizzato 28 punti, con una media di 2.5 a partita; in quelle giocate dopo rispetto al Napoli, 10 per la precisione fino ad ora, la Juve ha totalizzato 25 punti (con la stessa identica media), vincendo 8 partite, pareggiando con l’Atalanta e perdendo con la Sampdoria. È giusto sottolineare però, che la Juve ha a disposizione una rosa molto più ampia e consolidata rispetto al Napoli. Le dichiarazioni di mister Allegri a riguardo infatti risultano essere largamente in linea con il nostro studio: “Se giochi prima hai la pressione perché devi vincere, se giochi dopo devi vincere perché gli altri hanno vinto: è il cane che si morde la coda. Siamo in un calcio globale, dove ci son tante partite a diversi orari, ma si tratta di diritti televisivi ed è giusto che sia così”. Il tecnico toscano si è concesso poi un’ironica replica alle accuse sollevate da Sarri: “I vantaggi li riconosco solo quando la squadra vince, poi non so che dire perché sono frasi che lasciano il tempo che trovano. […] Credo sia una dinamica normale. Se sei in Coppa Italia giochi prima, se sei in Champions giochi prima, se sei fuori… giochi dopo”.

Ma alla fine la pressione psicologica serve a vincere?

Quanto influisce allora la pressione psicologica sulle prestazioni della squadra? Lo studio eseguito dal portale YouCoach.it, confermando ulteriormente la nostra tesi, sostiene che: se la troppa pressione può causare brutte prestazioni, al contrario troppo poca può portare allo stesso risultato. Con il seguente grafico, il noto sito per allenatori di calcio, sottolinea come le performance del gruppo e il livello di pressione psicologica siano strettamente correlati: infatti quando la pressione è troppo bassa, sarà basso anche il rendimento, al contrario se c’è troppa pressione, la squadra giocherà sotto le sue possibilità.

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Per concludere ecco una tabella riepilogativa della nostra ricerca:

Lo Speciale è stato realizzato con il contributo di Diego Grossi.

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