Stefano Borghi a SN: “Un telecronista non deve essere protagonista. Adoro lo storytelling”

Pubblicato il autore: Lorenzo Pagnani Segui

Campopiano, Marchetti, Meloccaro, Borghi al Workshop di SuperNews

Telecronista fra i più apprezzati, Stefano Borghi racconta su Fox Sports i match di Liga e calcio sudamericano.  Ospite del Workshop di SuperNews “Tv, Radio e Web universi comunicanti “, tenutosi a Milano, Borghi ha svelato ai presenti tecnica, preparazione e modalità di una telecronaca calcistica. Ecco alcuni degli spunti salienti del suo intervento.

Qual’è il percorso da seguire per diventare ottimi telecronisti quanto te? Ci si prepara leggendo e ascoltando anche fuori dal mondo del calcio?
Innanzitutto leggere, documentarsi e studiare il calcio perchè è fondamentale non farsi trovare impreparato. Importante è anche non fermarsi alla sola documentazione ma bisogna cercare di dar sfumature diverse sia alla partita che si va raccontando ma anche al calcio in generale”.

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Ci sono tecniche del mestiere che ci potresti raccontare e descrivere?
Ci sono tecniche che si devono apprendere per forza, ma più importanti sono le regole che bisogna sempre seguire. Noi telecronisti dobbiamo ricordarci come prima cosa che offriamo un servizio che pagano come clienti e quindi il nostro compito è quello di raccontare e descrivere i fatti attraverso le immagini che vediamo sia dallo studio che allo stadio. Una regola fondamentale che bisogna sempre tener conto è che il telecronista non è il protagonista, i protagonisti sono i calciatori, gli allenatori o anche i tifosi che la partita la fanno, chi principalmente nel rettangolo di gioco e chi fuori da questo rettangolo o chi sugli spalti. I telecronisti possono al massimo sentirsi protagonisti solo in modo indiretto

Quanto è importante la preparazione della partita? Quando, se possibile seguire una scaletta?
La preparazione della partita è fondamentale. Deve essere profonda, con una consapevolezza(magari preparo 100 ma dico 3). Importante il valore delle pause, perchè possono diventare punti di svolta ma non bisogna preparare la storia su un calciatore se poi la telecamera gira, perchè è l’immagine che comanda. Bisogna avere e ancor di più sapere un concetto statistico e rielaborarlo( es. i calci d’angolo, i colpitori, il battitore). Devi essere sempre pronto, perchè se capita un punto morto devi essere attento e devi spiegare e subito dire qualcosa come potrebbe essere benissimo un aneddoto o semplicemente far capire cosa sta accadendo. Devi avere sempre una cosa giusta da dire ma l’importante è saperla collocare al momento giusto. Unico momento in cui seguire una scaletta potrebbe essere l’introduzione, seguire prima le immagini della prefazione. Bisogna far aumentare l’enfasi con lo scorrimento delle immagini”.

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Cosa ne pensi dello storytelling calcistico?
Se ti devo dire la mia, adoro lo storytelling calcistico, perchè è bello raccontare questo sport con le sue storie, i suoi fatti. Noi telecronisti facciamo questo se ci pensi. Noi rielaboriamo le immagini che vediamo e viviamo. Ogni persona che guarda una partita di pallone, prova sensazioni diverse e il bello lo si può vedere in questo.”Importantissimo è il lessico e il saper trovare sinonimi come importante è saper associare i termini alle immagini. Il sapere le lingue è fondamentale per chi vuole cimentarsi in questo lavoro, perchè come già ribadito, bisogna saper documentarsi anche sui giornali e non solo quelli italiani ma in maggior modo sui quotidiani stranieri ma non solo sulle tematiche sportive

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