Ritiro Buffon, la carriera di una leggenda all’epilogo: gli indizi di una scelta da tempo maturata

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
ritiro buffon

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Ritiro Buffon, ormai siamo all’epilogo: il portierone della Juventus e della Nazionale, al termine della sfida di ritorno di Champions League contro il Tottenham, ha ammesso di avere chiare le idee sull’imminente futuro. Considerata la prova di forza e di volontà mostrata dal capitano in campo a Londra, al netto di qualche piccolissima sbavatura, stavolta possiamo affermare che la situazione sembra davvero ben delineata.
Le dichiarazioni dell’estremo difensore della Juventus, a margine del successo in ambito continentale dello scorso mercoledì, sembrano dribblare ciò che è realmente è maturato in seno al Gigi nazionale: “Non devo riflettere perché le riflessioni le ho già fatte e combaciano con quelle del presidente – affermava Buffon proprio qualche giorno fa -. Però non parliamone ora, non è il momento giusto: abbiamo tante cose in ballo“, concludeva il portiere della Vecchia Signora.

L’ormai quarantenne si avvia a chiudere la sua entusiasmante storia in campo da professionista, forse con qualche trofeo  in meno rispetto a quanto preventivato, o almeno si auspica che il prossimo mese di maggio ci sia anche la Juventus nella finale dell’Olimpico di Kiev, a contendersi ancora una volta quella “coppa dalle grandi orecchie” per la terza volta nelle ultime quattro stagioni e magari vincerla, a coronamento di una straordinaria carriera all’insegna di successi e trofei.

Ritiro Buffon, ecco i segnali di una scelta già da tempo annunciata

Mancano poco più di due mesi al termine di un’altra stagione, la ventiduesima da professionista per Buffon: la sua intenzione sarebbe di non smettere mai, ma le quaranta primavere, i piccoli infortuni nell’arco di questi ultimi mesi, gli ultimi attacchi social nel post gara contro il Tottenham, impongo una scelta alquanto sofferta.
Il portiere della Juventus aveva già annunciato lo scorso novembre la sua volontà di lasciare la Nazionale, a margine della doppia sfida persa contro la Svezia, che è costata l’esclusione dell’Italia dai prossimi Mondiali di Russia. L’aveva fatto forse a caldo, probabilmente senza essere conscio della sua importante scelta, salvo poi ravvedersi da lì a qualche settimana: l’intenzione di scendere nuovamente in campo con la maglia azzurra è diventata più forte con l’avvento, sulla panchina più importante del nostro Paese, di Gigi Di Biagio, quale commissario tecnico ad interim. Sarà stato lui a fargli cambiare idea o probabilmente la volontà di dire ancora la sua, proprio perché “non doveva finire così“, parole scandite da Buffon tra le lacrime in quel San Siro, che ricoprì di insulti e fischi, una Nazionale che lo scorso novembre miseramente si arrese agli scandinavi.

Ritiro Buffon, i segnali di una scelta da tempo annunciata: la dirigenza bianconera tuttavia si era già tutelata nel medio-lungo termine, puntando a tutti gli effetti su Wojciech Szczesny: per l’ex portiere della Roma è stato approntato un quinquennale da 8 milioni di euro lordi a stagione, oltre gli eventuali bonus che ammonterebbero a 3,1 milioni. Rappresenta questo evidentemente uno dei maggiori indizi di un possibile addio al calcio giocato del Gigi nazionale: la scelta di puntare sul polacco per costruire insieme la Juventus che verrà è un segno intangibile.

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In seno ai vertici della Juventus non vi è assolutamente l’intenzione di liquidare Buffon o meglio ancora “rottamare” un portiere che ha fatto la storia della Vecchia Signora, decidendo di seguirla anche in Serie B, categoria alla quale furono relegati i bianconeri per le note vicende post Calciopoli.
A confermare la tesi del possibile ritiro del portiere della Juventus è stato poi lo stesso commissario tecnico dell’Italia, Gigi Di Biagio, il quale, con una velocità impressionante, è passato dalla quasi certezza di un immediato futuro di Buffon con la maglia azzurra ad un incerta “pausa di riflessione” che lo stesso estremo difensore si sia concesso prima di rispondere ad un’auspicabile chiamata del selezionatore della Nazionale.

Tutti indizi che sembrano avvicinare sempre più la data di un possibile addio al calcio giocato di un uomo che ha fatto la storia della Juventus e dell’Italia, con la quale si è tolto anche la soddisfazione di alzare l’ambitissima Coppa del Mondo sotto il cielo di Berlino in quello storico 9 luglio 2006. Peccato però che in Russia gli azzurri per demeriti non ci siano: sicuramente Buffon avrebbe potuto dire la sua anche in quella circostanza.

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