Cambio sport: quando lo “scatto” è verso una nuova realtà

Pubblicato il autore: ANTONIO CIMMINIELLO Segui

Un’ occasione imprevista, il frutto di una lunga meditazione, o semplicemente la voglia di evadere. L’idea del “cambio tutto, cambio vita” ha da sempre affascinato l’uomo ed è stata studiata sotto ogni sua sfaccettatura, come ce lo dimostrano opere di ogni tipo: da “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello al più prosaico “Mollo tutto” con protagonista Renato Pozzetto. E il mondo dello sport non è stato da meno: l’esempio più recente ed eclatante è stato senza dubbio quello di Usain Bolt. Il campione olimpico giamaicano già da tempo aveva manifestato a più riprese l’intenzione, chiusa la sua gloriosa carriera di velocista (che vanta più di 20 medaglie d’oro tra competizioni varie ), di cimentarsi con il calcio a livello professionistico. Il desiderio tra l’altro non è rimasto tale, tanto che Bolt è riuscito a strappare un provino, certo, non con il suo amato Manchester United, ma con quello che può sicuramente definirsi anch’esso un top club, il Borussia Dortmund. Il passaggio da uno sport all’altro in passato è stato in alcune occasioni prodigo di nuova gloria. E’ stato questo infatti il caso di Mike Hailwood: campione di motociclismo, riuscì ad essere un apprezzabile pilota anche nel mondo delle quattro ruote tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Sempre nel mondo dei motori, più di recente c’è chi ha accarezzato l’idea di un passaggio analogo, come Valentino Rossi: il “Dottore” è riuscito a fare alcuni test con la Ferrari, salvo poi tornare sui suoi passi e rimanere nella MotoGP, realtà dalla quale, a 39 anni, oggi ancora non vuole separarsi. Chi però ha provato a cambiare vita nel vero senso della parola è stato… Mickey Rourke. Il sex symbol del cinema degli anni ’80 decise di passare dai set cinematografici al ring, o meglio di ritornarci (era stato un buon pugile dilettante in gioventù), ma il successo non riuscì a ripetersi. Paradossalmente, la posizione di Bolt sembra essere tanto vicina a quella dell’ottimo interprete di “The Wrestler”: ad onta di un provino dove qualcosina di buono non è mancato (con le telecamere di tutto il mondo a fare da cornice), le parole del tecnico Peter Stoger  – “Penso che abbia del talento, ma c’è ancora molto lavoro da fare se vuole fare il professionista”–  sembrano far capire al giamaicano che buona volontà e fasti del passato non basteranno a garantire un posto in squadra. Per ora, lo “scatto” di Bolt verso una nuova vita sportiva non sarà bruciante come quelli che lo hanno reso celebre.

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