Giovanni Cervone a SN: “Per la Roma, il Derby con la Lazio è più difficile del Barcellona”

Pubblicato il autore: Diego Grossi Segui

In occasione del Derby tra Roma e Lazio che si terrà domenica alle 20:45, SuperNews ha intervistato lo storico estremo difensore della Roma, Giovanni Cervone. L’ex portiere giallorosso, classe ’62, ha commentato ai nostri microfoni l’eccezionale impresa della Roma contro il Barcellona senza far mancare un suo pronostico sulla prossima stracittadina.

Iniziamo parlando dell’attualità, Roma- Barcellona 3-0: la vittoria di martedì sera, che ha consentito ai giallorossi di qualificarsi alle semifinali di Champions ribaltando il pesante passivo dell’andata, può essere considerata la più grande impresa sportiva nella storia del club capitolino?
Penso che è una vittoria che i tifosi aspettavano da tempo contro una grande squadra, dopo che tutti quanti compreso io davamo per scontata l’eliminazione della Roma. Devo dire però che nei 180 minuti la Roma ha meritato alla grande perché anche al Nou Camp tra le occasioni dubbie, i due autogol sfortunati e le opportunità sprecate poteva finire in una maniera diversa. La Roma è stata brava ad imbrigliare il Barcellona e non farlo giocare come sa, a bloccare Messi che in due gare l’ha vista poco o niente. È stato bravissimo anche l’allenatore ad impostare la squadra in un certo modo, sono partiti alla grande mettendo subito la gara sulla strada giusta. È chiaro che se non c’è Dzeko in campo questa gara non la puoi fare, è un giocatore questo che da solo ti cambia la partita. Martedì sera ha ridicolizzato i due difensori centrali del Barcellona.

Da ex giallorosso si è emozionato?
Sono rimasto innanzitutto incredulo. Mi ha impressionato il comportamento dei giocatori. Ho visto un grande De Rossi che, al di là di qualche errore, è l’anima di questa squadra e anche contro i catalani ha dimostrato che con lui in campo e in buone condizioni c’è sempre da trarne dei vantaggi. Martedì sera ha fatto l’assist per il primo gol e si è incaricato di trasformare il calcio di rigore, in quella circostanza non so quanti giocatori possono avere la freddezza che ha avuto lui. Per me è stato l’anima della Roma e poi un applauso a tutti perché nessuno ha demeritato, è stata una squadra unita e compatta che non vedevo da tanto tempo. Anche lo stesso Schick ha fatto intravedere qualcosa d’importante. Speriamo che da qui in poi vada sempre meglio.

Ripercorriamo la tua carriera: quasi 200 gettoni di presenza in Serie A poi le esperienze come preparatore dei portieri ad Avellino e Gallipoli, di cosa ti occupi adesso?
Attualmente di nulla, mi piacerebbe allenare però purtroppo non è così facile. Mi piacerebbe poter insegnare e preparare questi ragazzi che si avviano verso le loro prime esperienze, fargli capire le basi del calcio. Credo che ce ne sarebbe anche bisogno vedendo come parano adesso i giovani portieri.

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Com’è cambiato il ruolo del portiere?
Il portiere adesso deve essere più completo, bravo coi piedi e deve saper leggere bene le situazioni. Anticipare le giocate, rubare quel centesimo di secondo che ti fa arrivare prima sul pallone, molti portieri ce l’hanno di natura questa fortuna di avere questo genere di intuito.

Il ricordo più bello e più brutto dalla tua esperienza alla Roma?
Di quegli 8 anni ho tanti ricordi, si fa fatica a scegliere ma credo che il ricordo più bello sia la vittoria della Coppa Italia mentre i momenti più brutti le due finali perse in Coppa Uefa e ancora Coppa Italia. Ho avuto un rapporto forte ed intenso con la tifoseria e con tutto l’ambiente che sa dare tanto.

Un tuo giudizio complessivo sulla stagione della Roma
È una stagione che si fa fatica a giudicare, sembrava all’inizio la Roma una squadra quadrata che poteva giocarsela con tutti ma poi sono arrivate le difficoltà anche nel giocare con le squadre di bassa classifica. L’abbiamo visto tante volte questo film, il problema è sempre il solito la mancanza di continuità. Ribadisco poi, la Roma è Dzeko dipendente e le vittorie importanti di questa stagione i giallorossi le hanno ottenute quando il bosniaco ha fatto delle partite da top player, proprio come contro il Barcellona in cui si è vista la sua bravura, la sua classe ed ha dato una grossa mano a tutta la squadra. È un trascinatore se non sta bene lui la squadra fatica a trovare la strada giusta.

È bagarre per il terzo posto con Inter e Lazio, riuscirà la Roma a centrare l’obiettivo?
Per me la squadra che rischia di non andarci è l’Inter, Lazio e Roma sono superiori a mio avviso. La Lazio può perdere qualche gara ma si riprende subito mentre l’Inter ha avuto difficoltà in parecchie gare di fila nell’ultimo periodo. Sono convinto poi che la Roma è la squadra con il potenziale più forte tra le tre.

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Il tuo parere da portiere su Alisson e sulla sua eccezionale stagione?
È un ottimo portiere e tutto quello che sta facendo non è fortuito, ha gli occhi addosso da parte di tutti adesso ma deve pensare soltanto a continuare a giocare come sa e non lasciarsi confondere da tutte queste chiacchiere che girano attorno al suo nome. Credo che la Roma l’anno scorso abbiamo fatto un grossissimo errore tenendolo in panchina, hanno sprecato un sacco di soldi e hanno fatto perdere un anno a questo ragazzo.

Un pronostico sul derby di domenica
Dalle vittorie bisogna saper tirare fuori il meglio, mi auguro che la Roma dopo questa grande serata riesca a mantenere alta la concentrazione anche se credo che non sarà semplice però devono avere la forza di rimanere coi piedi per terra per affrontare domenica la Lazio al massimo della condizione. Sarà una partita più difficile di quella con il Barcellona secondo me, aperta ad ogni risultato. Mi auguro che la Roma non perda ma saranno 90 minuti difficili per entrambe le squadra e la prima che sbaglierà qualcosa perderà la partita. Bisognerà star attenti a non fare errori, parliamo di due squadre di prim’ordine che una volta che vanno in vantaggio difficilmente si fanno recuperare.

Qual è stato il derby che ti ha lasciato i ricordi più belli?
Un derby vinto per 3-0 contro la Lazio dei fenomeni allenata da Zeman che ci vedeva alla vigilia già sconfitti invece abbiamo dominato la partita dall’inizio alla fine.

Sfida scudetto, chi è la tua favorita tra Juve e Napoli
Sono napoletano e sarei felicissimo di vedere il Napoli conquistare lo scudetto però è molto complicato. La Juve resta favorita e vincerà lo scontro diretto allo Stadium. I bianconeri in Italia gli appuntamenti che contano non li sbagliano mai.

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