Siviglia-Barcellona, meravigliosa rimonta blaugrana al Sanchez Pizjuan

Pubblicato il autore: giuseortu Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Dallo 0-2 al 2-2 in 53 secondi. All’87’ 16” il Barça perdeva due a zero contro il Sevilla. La partita volgeva al termine, e la prima sconfitta della stagione della squadra degli invincibili si avvicinava sempre più con il passo cadenzato dello scorrere dei secondi, mai così pesanti come questa sera. In quell’istante la palla messa in area da Jordi veniva catturata da Suarez e girata con violenza sotto la traversa con una spettacolare giocata.
Il goal della bandiera, sì, ma ben cosa rispetto al sogno dell’imbattibilità che andava sciogliendosi come neve al sole. Il tempo di fare una breve chiamata, risedersi sul divano e, pochi secondi dopo, entra in scena Messi che con tutta la sua presenza scenica doppia la conclusione di Stamford Bridge e del Clasico del 2-3 dello scorso campionato e realizza la rete di un clamoroso pareggio.

Sevilla e Messi, una storia ricca di reti e di sorrisi per l’argentino e i blaugrana. Con questa di stasera sono 30 in 32 partite. La vittima preferita della Pulga, ma non solo. Sevilla è anche la città e la squadra delle epiche rimonte barceloniste. Come quella della stagione 2012-13, quando il Sevilla, anche allora in vantaggio di due reti, fu rimontato, e sconfitto quella volta, con due goals realizzati da Fabregas e Villa tra l’89’ e il 93′.

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Scontri epici tra andalusi e catalani dunque. Come quello di stasera. Una gran partita, giocata a livelli altissimi sopratutto dai padroni di casa che hanno messo in seria difficoltà gli imbattuti e imbattibili, che mai come oggi sono andati vicini a perdere la loro verginità nella casella delle sconfitte. Il Barça ha lottato con tutte le sue forze, limitate dalla voracità dell’avversario, dal Virus Fifa che ha ridotto le capacità fisiche di molti dei suoi attori protagonisti (Ter Stegen, Piqué, Iniesta, Messi, Rakitic), e probabilmente anche dal pensiero della sfida dei Quarti di Finale di Champions ormai alle porte.

Nonostante il promettente inizio blaugrana, lentamente il Sevilla ha preso il sopravvento e creato sempre maggiori pericoli alla retroguardia di Ter Stegen, anche se fino al primo goal, il portiere tedesco non era mai stato chiamato ad intervenire seriamente. La prima rete del Sevilla è stata una enorme distrazione della retroguardia barcelonista. Vasquez, nonostante fosse circondato da quattro maglie blaugrana, ha avuto la possibilità di battere a rete indisturbato e realizzare così la prima marcatura. La squadra di Valverde, priva di Messi, in panchina per un fastidioso dolore agli adduttori accusato in occasione della preparazione della partita dell’Argentina contro la Nazionale italiana, ha accusato il colpo, diminuito la velocità del giropalla e accusato le veloci ripartenze della squadra di Montella. La stanchezza accumulata dai blaugrana in occasione delle trasferte delle partite con le nazionali non ha certo aiutato.

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Nel secondo tempo il Barça non ha mutato formazione, e il Sevilla è passato per la seconda volta. Muriel ha sfruttato una respinta di Ter Stegen su tiro di Escudero e una nuova distrazione della retroguardia blaugrana per mettere a segno il raddoppio. Si stava giocando il 50′.
Mancava ancora molto alla fine della gara, e tutto poteva ancora accadere. Tuttavia nell’aria si respirava qualcosa di sbagliato. Che non fosse la migliore giornata per gli attori catalani era evidente da tanti elementi. Il portiere tedesco per esempio. In ambo le marcature non è sembrato lo stesso granitico Zamora che ha incantato per tutta la stagione. Sul primo goal è parso poco reattivo ad andare giù (in altre occasioni il debole tiro di Vasquez lo avrebbe deviato con il piede); sul secondo è sembrato non spingere a sufficienza sulle gambe per arrivare sulla conclusione di Escudero. Ma anche la manovra della squadra di Valverde non è cresciuta di velocità e intensità, e i giocatori hanno dato l’impressione di essere stanchi. Da parte sua il Sevilla ha continuato a martellare in contropiede, ma l’imprecisione sottoporta degli attaccanti di Montella e la prestazione eccellente di Piqué hanno evitato l’imbarcata.

Con l’ingresso di Messi la situazione non è cambiata da subito di molto. L’argentino è entrato nel vivo della partita in punta di piedi, quasi avesse timore di mostrare agli umani cosa significasse essere un supereroe. Come quei geni timidi e educati che non gradiscono imbarazzare i comuni mortali con la propria grandezza, e preferiscono mostrare la loro magia con gradualità al fine di non umiliarli. Con il passare dei minuti il rosarino ha preso in mano la situazione e si è fatto carico della squadra. L’once di Valverde ha iniziato così ad essere più incisivo, e più passavano i minuti e maggiormente si avvicinava la fine del sogno di raggiungere il record di imbattibilità della Real Sociedad di 38 partite consecutive tra la stagione 1078-79 e 1079-80, più cresceva il parossismo blaugrana. L’azione è diventata più veloce e avvolgente, e gli errori sotto porta dei sevillani parevano quasi indicare la via al Barça. E come se fosse stata la risposta ad un segno, prima un palo di Rakitic all’87’ (che ha doppiato quello colpito in precedenza da Suarez), poi la rete del Pistolero all’88’ e quella di Sua maestà Leo Messi all’89’ hanno stravolto una partita che solo pochi minuti prima sembrava chiusa a doppia mandata.

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