Kimmich, dalla benedizione di Pep all’ascesa europea

Pubblicato il autore: Mirko Mantica Segui

5 Marzo 2016, al Signal Induna Park, stadio che ospita le partite casalinghe del Borussia Dortmund, si è appena giocato il ” Der Klassiker”, tra i gialloneri e i bavaresi del Bayern Monaco. Partita ricca di emozioni ma che rimane fino al fischio finale sullo 0-0.
Il Bayern arrivò a quella sfida povera di difensori, per questo Pep Guardiola,l’allora tecnico dei bavaresi, fu costretto a ripiegare come centrali difensivi Alaba e Kimmich.
Alla fine del match, durante il cosiddetto “terzo tempo”, tra lo scambio di maglie e i saluti dei vari giocatori, le telecamere riprendono l’allenatore del Bayern che richiama con veemenza il giovane Kimmich, colpevole di non aver ascoltato attentamente le sue indicazioni, per colpa del forte rumore presente allo stadio. Dopo quel rimprovero però, Pep prende il terzino classe 1995 e se lo coccola, complimentandosi per la prestazione e confidandogli di continuare su questa strada perchè aveva tutti i presupposti per diventare uno dei migliori.
Due anni dopo questo siparietto, possiamo affermare che le parole di Guardiola furono una vera e propria profezia visto le performance che il ragazzo sta offrendo. Ne è un esempio, la prova espressa ieri, dove, nonostante il pareggio in semifinale contro il Real Madrid, Kimmich ha mostrato a tutti la sua solita impeccabile prestazione culminata pure con un gol, oltre a quello siglato all’andata.
Nato calcisticamente come centrocampista centrale, viene riadottato come difensore centrale da Guardiola al Bayern e da Löw in nazionale, per poi arrivare alla consacrazione come terzino destro su scelta di Carlo Ancelotti.
Data la sua grande abilità e duttilità, Kimmich è sicuramente nella lista dei migliori nel suo ruolo, con i tifosi bavaresi che già lo paragonano a Lahm.
D’altronde se un grande come Pep se n’è innamorato, un motivo ci sarà.

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