Filippo Galli, addio al settore giovanile del Milan. Le motivazioni e le dichiarazioni dell’ex difensore

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui


In una intervista riportata da “La Gazzetta dello Sport” in edicola, Filippo Galli, da nove anni responsabile del settore giovanile dell’A.C. Milan, ha annunciato la decisione di rinunciare al suo incarico.
Le motivazioni di tale risoluzione, sofferta per chi ha avuto i colori rossoneri dipinti nel cuore e che in maglia rossonera ha vinto 5 scudetti e 3 Coppe dei Campioni, è lo stesso Filippo Galli ad esplicitarle nel corso dell’intervista.
Dire addio al Milan è stata una mia scelta, come quando ho lasciato il calcio giocato, ma stavolta c’è molta più delusione, lo dico senza polemiche, ma non lo nascondo”, queste le prime parole dell’ex difensore centrale, che ha continuato dicendo “È una decisione che ho dovuto maturare mio malgrado: l’area tecnica del Milan mi aveva offerto di restare come n. 1 del settore giovanile, e di questo li ringrazio. Ma avrei dovuto rinunciare ai miei collaboratori storici, Edoardo Zanoli, responsabile del coordinamento tecnico, e Domenico Gualtieri, capo dell’area atletica, e accettare il nuovo responsabile tecnico senza avere voce in capitolo. Sia chiaro, la società ha tutto il diritto di scegliere e cambiare, ma io non potevo andare avanti così: lo avrei vissuto come un ruolo di “facciata”. Credo molto nel nostro lavoro, che si basa sul metodo integrato”.

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Filippo Galli, i talenti esplosi in prima squadra

Dopo aver spiegato le caratteristiche del metodo integrato, che consiste nel far crescere i giovani calciatori con lo sviluppo delle loro potenzialità tecniche in un contesto che ne favorisca l’inserimento e l’accoglimento nell’ambiente della prima squadra, Filippo Galli ha passato in rassegna i tanti talenti che con lui sono esplosi, senza tacere gli insuccessi e i rammarichi.
Dapprima ha fatto cenno ai giocatori di cui va più fiero: “L’elenco è lungo… Di sicuro i 4 in prima squadra: Donnarumma, Calabria, Locatelli e Cutrone, poi i rammarichi: “Aubameyang era con me quando allenavo la Primavera, ma allora era più difficile entrare da subito tra i grandi. E poi Cristante andava aspettato”.
E del grande lavoro di Filippo Galli mercoledì a Milano ne sarà data testimonianza con il riconoscimento “Effective Learning, Real Impacte”, assegnatogli per i risultati ottenuti. La motivazione consiste nell’aver realizzato un patrimonio calcistico di 150 milioni di euro a fronte di 55 milioni di euro di costi.
Alla luce di questi dati, se domani la società rossonera a Nyon dovesse uscire indenne dall’esame cui sarà sottoposta dalla camera giudicante dell’Uefa in merito alle sue reali condizioni finanziarie, il merito sarà anche di Filippo Galli.

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