Mondiali 2018, chi è Néstor Pitana, l’arbitro della finale

Pubblicato il autore: LucMatt Segui

Russia 2018 box

Néstor Pitana è stato designato come arbitro della finale tra Croazia e Francia in programma per questa domenica a Mosca. Il fischietto argentino è un direttore di gara molto serio e ben considerato dalla Fifa, mentre dall’Afa (la federazione calcistica argentina) viene preso in considerazione decisamente meno. Potente fisicamente, basso profilo mediatico, nessuna pagina personale nei social network e una moglie molto bella e sensuale che scatena i commenti ironici e gli sfottò nei social.

Diversi sono gli aneddoti che riguardano Pitana, e principalmente si ricordano di lui alcuni disastri combinati durante le partite da lui dirette. Però, come è noto nella storia del calcio, per quanto un arbitro possa condurre bene un incontro, non verrà mai ricordato in caso di ottime prestazioni, ma solo in caso di errori plateali o grossolani.

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È alla sua seconda apparizione mondiale, e con la partita di domenica arriverà a dirigere il suo nono match nella rassegna iridata. Dunque un arbitro con grande esperienza, il secondo per presenze nei Mondiali dopo l’uzbeko Irmatov tra gli arbitri in attività, e con molta personalità e capacità di farsi rispettare dai giocatori. Ma vediamo gli aneddoti che in Argentina hanno destato grande scalpore:

“El Gran Pitanazo”. Queste furono le parole che l’allenatore del Boca Juniors Carlos Bianchi utilizzò per lamentarsi dell’arbitraggio di Pitana durante il superclásico contro i rivali di sempre del River Plate, il 30 marzo 2014. Il quel frangente il difensore dei millonarios Funes Mori fece gol di testa su calcio d’angolo e il Boca uscì sconfitto 1 a 0. Però quel corner non era corner, ma rimessa dal fondo, e un errore del genere i tifosi del Boca non se lo riescono proprio a dimenticare e ovviamente non fanno nulla per nascondere il loro risentimento verso Pitana. Risentimento acuito qualche anno dopo (nel 2017), quando Pitana continuò ad incrinare il rapporto con gli Xeneizes con l’espulsione rifilata al colombiano del Boca Cardona, reo di una gomitata ai danni di Enzo Perez che in realtà era poco più di una carezza, sempre durante un superclasico. Dopo questi episodi difficilmente l’arbitro potrà andare in giro per il quartiere di Buenos Aires della Boca facendo finta di essere una persona qualunque.

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Nell’ultimo anno a lamentarsi è stata invece una vecchia conoscenza del calcio italiano: Juan Sebastian Veron, presidente dell’Estudiantes. “Se ci fossi stato io in campo, la partita non sarebbe terminata”, ha dichiarato infuriato alla fine di una partita contro il Chacarita l’ex centrocampista albiceleste. Ad essere incriminato fu un errore plateale del guardalinee Maidana, che domenica sarà il primo assistente di Pitana, che allora non segnalò all’arbitro che il pallone era uscito di oltre un metro sulla linea laterale durante un’azione del Chacarita che ha poi portato l’Estudiantes a subire il gol del pareggio.

Difficile ricevere applausi a fine partita per un arbitro, specialmente con partite tese come quelle del campionato argentino e con tifosi passionali come sono quelli argentini. Di questo il sobrio Pitana sarà conscio domenica, nel punto più alto della sua carriera, come sarà conscio che con l’ausilio del VAR un direttore di gara può dormire a sonni più tranquilli, forse.

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