Mondiali 2018, Pogba e i fantasmi dell’Europeo 2016

Pubblicato il autore: LucMatt Segui

Paul Pogba parla della finale dei mondiali di domenica tra Francia e Croazia: “non succederà come all’Europeo 2016“.

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

Si potrebbe parlare di autocritica ascoltando le parole dell’ex centrocampista juventino Paul Pogba, ma le sue parole potrebbero anche essere intese come le parole di un giocatore diventato finalmente esperto. A 25 anni, infatti, il francese è pronto a giocarsi la seconda finale con la maglietta della Francia in un torneo internazionale dopo quella contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo nell’Europeo casalingo del 2016. Due anni fa vennero battuti da un formazione lusitana priva del suo fuoriclasse, in casa e da favoritissimi. Anche ora, due anni dopo, le bleu sembrano essere i favoriti per alzare la coppa più prestigiosa del mondo del calcio, ma Paul Pogba questa volta non vuole farsi prendere dall’euforia. “Non affronteremo questa finale come quella del 2016. Conosco il sapore della sconfitta ed è molto amara. Siamo arrivati troppo lontani per farcela scappare adesso“.

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Con queste parole il centrocampista dello United ha cercato di alleggerire il peso dello zaino che la Francia si porta sulle spalle da quando è stata tacciata come la formazione più accreditata per la vittoria finale dei Mondiali 2018. “Non pensiamo al fatto di essere favoriti. La Croazia stava perdendo contro l’Inghilterra e non si è arresa. I croati anche se arrivano con 90 minuti sulle gambe in più di noi vorranno dimostrare di voler vincere“.

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Ma il fantasma della sconfitta contro i portoghesi dell’Europeo 2016 continua ad aleggiare attorno ai Galletti: “Vogliamo tornare con un sorriso e far sì che la Francia sia contagiata da quello! Non voglio vivere di nuovo quella brutta esperienza“. Poi ha continuato ammettendo che nella rassegna iridata continentale di due anni fa i Bleu pensarono, dopo aver battuto la Germania in semifinale, che il più fosse stato fatto e che la finale sarebbe stata loro. Ma ora “la mentalità è diversa, siamo concentrati, vogliamo dare tutto e vincere“.
Basterà la lezione subita nella finale di due anni fa alla Francia per tirare su la coppa vent’anni dopo il trionfo di Zidane e compagni?

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