Fiorentina: il punto dopo la partita con il Chievo

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui
FLORENCE, ITALY - APRIL 18: Jordan Veretout of ACF Fiorentina celebrates after scoring the second goal during the serie A match between ACF Fiorentina and SS Lazio at Stadio Artemio Franchi on April 18, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Era dall’aprile 1996 (6-4 al Padova) che la Fiorentina non segnava sei reti in campionato. E alzi la mano chi avrebbe mai pensato ad un largo successo dei viola. Per la seconda volta in tre anni, la Fiorentina si trova ad affrontare il Chievo nella sera del proprio compleanno. E se per i 90 anni a risolverla fu un gol di Sanchez, questa volta è arrivata addirittura una goleada: a segnare sono stati Milenkovic, l’esordiente Gerson, Benassi (due reti!), Chiesa e Simeone, a chiudere una magnifica serata.  Nel finale, precisamente al 75′, spazio per Pjaca al posto di Chiesa. Un bilancio quindi positivo per la prima uscita della Viola, che ha dovuto rimandare il proprio esordio (doveva giocare la settimana scorsa a Genova con la Sampdoria) ma la tragedia del ponte ha causato il rinvio della partita. I tifosi festeggiano e l’inizio fa ben pensare, oltre a mostrare un gruppo che pare già cementato. Esiste però quella che è la classica altra faccia della medaglia, ossia l’eccessivo entusiasmo che potrebbe portare ad un brusco atterraggio. Certo, il risultato è eclatante ed assume un connotato di maggiore consistenza se si pensa che la settimana precedente il Chievo di D’Anna aveva messo in difficoltà niente meno che la Juventus, costringendola di fatto ad una rocambolesca rimonta. Il calendario pare benevolo: domenica 2 i viola affronteranno l’Udinese, reduce dal pari di Parma e dalla vittoria di misura sulla Sampdoria. Attenzione a considerare la gara con i friulani come già vinta: la squadra di Velazquez è più insidiosa di quello che vuol far credere. Poi alla terza, arriva il primo grosso avversario: si andrà infatti al San Paolo, ad affrontare la squadra partenopea allenata da Carlo Ancelotti. Quindi Spal (in casa), Inter a San Siro e Atalanta, sempre tra le mura amiche. Poi, a fine settembre, si potrà trarre un piccolo bilancio di questo primo scorcio di campionato della squadra di Pioli. Magari molti avranno storto il naso alla campagna acquisti operata a loro dire, in sordina, ma di fatto, i primi tre punti sono stati incamerati. E, psicologicamente parlando, anche considerando il caloroso ambiente a Firenze, sono sia un toccasana che un’iniezione di fiducia per questa squadra che è la più giovane della serie A.  Certo, spiace che dei quattordici scesi in campo solo tre siano italiani, ma purtroppo questa è la tendenza attuale della nostra serie A. Adesso però, come detto qualche riga in precedenza, la cosa migliore è dimenticarsi in fretta della straordinaria vittoria con i clivensi per pensare già all’Udinese. Effettuare un enorme volo pindarico, di questi tempi, potrebbe rischiare di essere molto, ma molto deleterio. Firenze vuole sognare, ma allo stesso tempo deve evitare di farsi troppo male. Sarà compito di Pioli catechizzare al meglio i suoi giocatori. I margini di crescita ci sono: basti vedere le prestazioni di Milenkovic e di Gerson, tra gli altri, per rendersene conto. Su Lafont, nuovo portiere, si può dire poco, visto che è stato impegnato relativamente nella gara di domenica, però, anche per lui, ci sarà tempo di formarsi adeguatamente.

 

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