Mondiali 2022, nuove ombre sul Qatar: sabotate le candidature avversarie?

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui
RIO DE JANEIRO, BRAZIL - JULY 13: The World Cup trophy sits on display prior to the 2014 FIFA World Cup Brazil Final match between Germany and Argentina at Maracana on July 13, 2014 in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Spuntano nuove ombre sull’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Il quotidiano britannico Sunday Times sarebbe infatti entrato in possesso di alcuni documenti “scottanti” che proverebbero come il Comitato promotore del Paese mediorientale nel 2010, anno in cui gli venne assegnata l’organizzazione della rassegna iridata, abbia sabotato le candidature rivali. Nello specifico, il piccolo emirato avrebbe ingaggiato una società di comunicazione statunitense, la Brown Lloyd James, che peraltro ha un ufficio di corrispondenza proprio a Doha, ed ex agenti della Cia affidando loro il compito di compromettere la corsa degli avversari. Il loro obiettivo era quello di portare avanti una campagna occulta di controinformazione e di fango nel confronti delle due rivali più pericolose, Stati Uniti e Australia, facendo intendere un mancato sostegno interno per l’organizzazione del Mondiale delle due candidate e quindi far sembrare quella del Qatar l’unica candidatura davvero forte e credibile. Infatti, quello del favore popolare è uno dei criteri fondamentali richiesti dalla Fifa nel processo di assegnazione.

Il Sunday Times rivela come un autorevole accademico americano fu pagato profumatamente per redigere un rapporto negativo sull’impatto finanziario dell’evento. In seguito la relazione è stata fatta pervenire alla stampa da giornalisti e blogger “compiacenti”. E non solo. Un gruppo di insegnanti di educazione fisica sarebbero stati reclutati per compiere azioni di lobby presso i rispettivi parlamentari al Congresso americano, sostenendo che una delle priorità del Paese fosse quella di promuovere lo sport nelle scuole superiori piuttosto che spenderli per organizzare l’evento. Nel contempo in Australia, durante alcuni match di rugby, lo sport nazionale, sarebbero state organizzate delle proteste “spontanee” contro i Mondiali.

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Se le prove del giornale inglese dovessero rivelarsi fondate, si tratterebbe di una grave violazione delle regole della Fifa secondo le quali, come riporta il quotidiano, “ai concorrenti è proibito fare dichiarazioni, verbali o scritte, ostili o meno, sulle candidature di altre federazioni”.

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Le accuse mosse dal Sunday Times sono state puntualmente rispedite al mittente dal Comitato supremo di Doha:
“Siamo già stati indagati a fondo e abbiamo messo a disposizione degli inquirenti tutte le informazioni relative alla nostra candidatura, compresa l’inchiesta ufficiale del procuratore americano Michael Garcia. Abbiamo osservato strettamente tutte le norme richieste dalla Fifa per il processo di candidatura ai Mondiali del 2022, si legge nella replica qatariota. 

Nel 2014 il Qatar venne infatti assolto dalle accuse di corruzione 
che l’accomunava alla Russia per l’assegnazione dei Mondiali del 2018 e del 2022, e che tra l’altro fecero tremare perfino l’allora presidente della Federazione internazionale Sepp Blatter. L’assoluzione di Mosca e Doha venne decretata nel novembre 2014 dal Comitato etico della Fifa, anche se tutt’oggi permangono molti dubbi su una vicenda dai contorni ancora poco chiari.

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