Cristiano Ronaldo, Quando tutto ebbe inizio: 15 anni fa lo United scopriva CR7

Pubblicato il autore: Luciano Nervo Segui

Cristiano Ronaldo – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

E’ stato l’uomo riguardo il quale si è più parlato, prima per l’esordio da sogno al Mondiale in Russia con tripletta ai danni degli storici rivali spagnoli, poi per l’affare del secolo che lo ha visto approdare a Torino. Adesso è una macchina perfetta, è lo sportivo più influente a livello globale e un’icona immortale dello sport, ma in quel lontano 2003 era solo un ragazzino con ancora molto da imparare, non aveva che un terzo della sua massa muscolare odierna, e anche quella pettinatura leggermente bionda lasciava a desiderare. Confrontare i due momenti fa un certo effetto, ma fa anche comprendere più a fondo quella che è la sua grandezza.

potrebbe interessarti ancheDe Ligt-PSG: Leonardo piazza già il primo colpo

Era il 2003, lo Sporting Lisbona in occasione degli europei che si sarebbero giocati l’anno successivo in Portogallo, così come Porto e Benfica, inaugura il nuovo stadio, il José Alvalade. 50’000 posti che vengono riempiti subito con amichevoli estive contro alcuni top club europei, tra cui appunto il Manchester United. Alex Ferguson conosceva già Ronaldo, aveva discusso con lo Sporting nel 2002, ma il club portoghese rifiutò, volendo tenerlo ancora per almeno una stagione. Lo scozzese non aveva comunque ancora un’idea ben precisa di cosa realmente fosse Ronaldo, e neanche di cosa potesse diventare. Bastarono i primi 45′ minuti di quella notte del 6 agosto, anzi meno. Sulla fascia destra aveva messo O’Shea, e già al primo 1 contro 1 tra lui e Ronaldo Ferguson lo dovette richiamare, e la risposta dell’irlandese fu: “Non riesco a stargli dietro, mister”. durante la prima frazione di gioco convoca per l’intervallo Kenyon, l’allora ad, in panchina per dirgli di parlare immediatamente con i dirigenti dello Sporting. Appena finita la gara parlarono anche con il diretto chiamato in causa e il suo agente Jorge Mendes, e prepararono un jet privato a loro due e alla madre di Cristiano per potersi ritrovare il giorno dopo.

potrebbe interessarti ancheDe Ligt: “Ronaldo mi ha detto, ‘Vieni alla Juventus’”

O’Shea chiese la sostituzione dicendo di essere stanco, a causa della poca preparazione atletica, ma lo sapevano tutti, e in futuro lo ammetterà anche lui: non voleva fare più figuracce contro un 17enne davanti a decine di migliaia di persone. Così ci fu l’incontro, sul piatto c’era già un’offerta del Real Madrid, e un potenziale accordo con l’Arsenal, ma alla fine come tutti sappiamo, furono i Red Devils ad acquistarlo per ben 18 milioni di euro, e i portoghesi sembravano decisamente felici di averlo venduto ad un club che non fosse spagnolo. In un colloquio con Ferguson, concordano che, nonostante la volontà del giocatore di voler tenere come numero il 28, la cifra stampata sulla sua schiena sarebbe stata il 7, in quanto Beckham era stato appena venduto proprio al Real Madrid, e anche perché lui aveva tutto in regola per sostenere il confronto con Cantona e Best, storici numeri 7 del club. Così grazie a Ferguson, che ha creduto in lui da subito, e che ha anche ammesso che Cristiano Ronaldo sia stata la sua più grande intuizione (dopo di lui Gascoigne, anche se non l’ha mai comprato), nasce una sigla, che diventerà poi un brand, e ancora dopo sinonimo di etica del lavoro, sacrificio e invincibilità; CR7.

notizie sul temaVan Dijk prossimo Pallone d’Oro? L’olandese in vantaggio su MessiCristiano Ronaldo, la Mayorga ritira la denuncia per stuproCristiano Ronaldo, novità clamorosa sul caso Mayorga
  •   
  •  
  •  
  •