Avellino, il Tar boccia Taccone: via alla nuova era biancoverde

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
PARMA, ITALY - DECEMBER 16: Official ball of Robe di Kappa during the Serie B match between Parma Calcio and AC Cesena at Stadio Ennio Tardini on December 16, 2017 in Parma, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Avellino, finisce l’era Taccone. “Tutto quello che ha un inizio ha una fine, Neo”, questa è una delle citazioni più famose della trilogia cinematografica di Matrix. E da oggi vale anche per l’Avellino di Walter Taccone. In mattinata è arrivato l’ennesimo rifiuto del Tar all’ennesimo ricorso dell’ormai ex patron biancoverde. I legali Chiacchio e Lentini, si ricorderà, hanno provato a far valere le ragioni della disparità di trattamento verso quelle società che, con fideiussione Finworld non valida, hanno avuto prima un rinvio dei termini e poi un mese di tempo per provvedere, avverso i pochi giorni concessi all’Avellino. In particolare il comunicato 59 del 30 agosto 2018 della Figc, che riportava quanto sopra, aveva fatto crescere le speranze dei legali irpini che addirittura avevano dichiarato di aver potuto vincere molto prima se fossero stati in possesso dei documenti.

Niente Serie B per l’US Avellino che ora probabilmente si giocherà solo la carta dell’indennizzo al Consiglio di Stato. Per quanto riguarda la sfera calcistica, ora Taccone non ha molto da fare. La sua società è non iscritta, quindi può ancora iscriversi ad un campionato. Ma solo di prima o di seconda categoria provinciale, visto che dalla promozione in su i vari campionati hanno chiuso le iscrizioni. Al contrario Taccone può dichiarare fallimento e considerare totalmente defunto il suo US Avellino. Se mai lo avesse sentito veramente di sua proprietà.

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Avellino, la fine di Taccone: da un fallimento all’altro

Era cominciato tutto nel 2010, con l‘Avellino che veniva fuori dalla gestione Pugliese. Il nuovo proprietario dell’Avellino diventa Walter Taccone. Uomo che riaccende le speranze del popolo biancoverde. Dopo i primi anni di Serie D e Serie C, nel 2013 arriva il tanto sospirato ritorno in Serie B. Il punto più alto dell’era Taccone è stata la stagione 2015, con la semifinale dei playoff persa contro il Bologna. La traversa colpita da Castaldo nei minuti finali rimarrà a lungo scolpita nella memoria dei tifosi biancoverdi. Nello stesso anno i lupi recuperano la denominazione perduta di Us Avellino 1912.

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Da qui in poi cominciano i problemi, dentro e fuori dal campo. Salvezze all’ultima giornata, tanti coinvolgimenti in processi sportivi e problemi societari. I tifosi dell’Avellino cominciano ad individuare in Taccone il responsabile. Intanto arriva l’estate 2018 con il caso-fideiussioni e l’esclusione dal campionato di Serie B. Dopo qualche momento di angoscia arriva il nuovo proprietario, Gianandrea De Cesare. Il neo-presidente dell‘Avellino è già noto nel mondo dello sport per i risultati avuti con la Scandone Sidigas Basket. Squadra dai tempo ari vertici del panorama cestistico italiano. Il Tar ha messo fine all’era Taccone. Domenica si riparte dalla Serie D, da Ladispoli, per un’altra rinascita. Il lupo perde il pelo, ma tornerà dove merita. Di questo ne siamo sicuri.

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