Barcellona, caso Neymar: i catalani pagano una clausola di 6,6 milioni ad un proprio dipendente

Pubblicato il autore: fabio felicetti Segui
PARIS, FRANCE - NOVEMBER 22: Neymar of PSG during the UEFA Champions League group B match between Paris Saint-Germain and Celtic FC at Parc des Princes on November 22, 2017 in Paris, France. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

(Photo by Catherine Ivill/Getty Images © scelta da SuperNews)

A primo impatto sembra una di quelle fake news da non prendere in considerazione, invece il caso che sta spopolando sul web che riguarda in primo luogo il passaggio di Neymar jr, dal Barcellona al Psg avvenuto nell’estate del 2017 è reale oltre che incredibile. Come riferito dalla radio ufficiale della comunità catalana, il Barcellona ha recentemente adempito al dovere di saldare la cifra di 6,6 milioni di euro nelle tasche di Andrè Cury, quarantaduenne brasiliano, attuale dipendente del club e curiosamente uomo di fiducia del padre di O’Ney.

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Oltre al danno quindi, anche la beffa per la società blaugrana, che dopo aver perso uno dei talenti più forti sul panorama calcistico mondiale, con il pagamento dell’allora clausola rescissoria di 222 milioni provenienti dalle casse del Psg, il club catalano ha dovuto cedere anche a quest’obbligo finanziario, proprio a causa dell’acquisto più costoso mai avvenuto nel calcio. Il fantasista brasiliano quando venne ingaggiato dal Barcellona, al momento della firma sul contratto,  il suo entourage fece inserire questa particolare clausola (il 3% sulla futura rivendita del giocatore) a beneficio proprio di Cury. Il Barcellona inizialmente era fermamente contrario a pagare tale somma, perchè a loro dire il trasferimento di Neymar, era avvenuto in modo forzato, vale a dire che il giocatore è stato costretto, contro la sua volontà ad accettare il passaggio alla squadra parigina. Ma dopo un anno, il club ha assunto una posizione più morbida, probabilmente dietro consiglio dei propri legali, hanno ceduto e pagato profumatamente il collaboratore brasiliano. A fronte anche dei 222 milioni che il Barcellona ha incassato un anno fa, non è stata una grossa perdita economica, ma rimane il fatto che sempre di più oggi, tali contratti milionari contengono innumerevoli cavilli e sottigliezze che possono alterare i programmi di tutte le parti coinvolte.

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