Crisi Roma, Di Francesco esonero sì o esonero no? Come uscirne

Pubblicato il autore: Livio Cellucci Segui

Eusebio Di Francesco – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

In casa giallorossa sono giorni di grande sofferenza: dopo la seconda sconfitta in Campionato in casa del Bologna, si è ormai acuita e resa evidente a tutti una crisi che si era in realtà già palesata dalle primissime partite di questa stagione. Nelle prime sei gare tra serie A e Champions League la squadra di Di Francesco ha infatti collezionato la miseria di 5 punti, frutto di una sola vittoria, per 1-0 a Torino (dopo aver rischiato tra l’altro di perdere…) e di due pareggi imbarazzanti in casa contro due squadre certo non fantasmagoriche come Atalanta e Chievo, oltretutto dopo essersi trovati sull’1-3 contro i bergamaschi e dopo aver buttato invece alle ortiche i 3 punti contro i veronesi, dal 2-0 iniziale. Per il resto, sono arrivate già 3 sconfitte: 2 in campionato contro il Milan (2-1 nei minuti finali di recupero) e domenica contro il Bologna (2-0), ed una nell’unica gara finora disputata in Champions, 3-0 a Madrid senza colpo ferire, come una squadra materasso qualsiasi. Alla luce dei pessimi risultati, la Roma è corsa ai ripari, ordinando il ritiro e sperando che lo stare insieme possa aiutare a ricompattare tutto l’ambiente. Ma le voci girano, ed allora ecco che l’argomento ”Di Francesco esonero” risulta tra i più dibattuti, così come si discute sui social anche della lite che ci sarebbe stata tra Florenzi e Dzeko durante la gara di Bologna. Proprio quest’ultimo diverbio sarebbe alla base della decisione di DiFra di mandare la squadra in ritiro.
Ma basterà questo periodo ”di confronto” a far ritrovare la vera Roma? La prova del campo è proprio lì dietro l’angolo, coi giallorossi chiamati già domani sera al piccolo derby contro il Frosinone, anche se la prova del 9 si avrà sabato prossimo, quando il derby diventerà a tutti gli effetti tale, contro i biancocelesti di Inzaghi. Queste due gare molto probabilmente faranno da spartiacque per il futuro di Di Francesco sulla panchina della Roma: un filotto di partite positive rilancerebbe ovviamente le ambizioni dell’attuale tecnico giallorosso, mentre uscire con le ossa malconce dalle due stracittadine potrebbe essere davvero letale per Eusebio.
DI FRANCESCO ESONERO SI’
Nella Capitale c’è già comunque chi in queste ore con forza caldeggia l’esonero di Di Francesco: serve, per il fronte dei contestatari, un segnale forte, una rottura immediata capace di scuotere una squadra mentalmente in stato di confusione ed incapace ormai di assorbire ed apprendere gli input dell’attuale allenatore. Ed ecco allora che si fanno varie ipotesi di possibili traghettatori, con più di un’occhio ad Antonio Conte come possibile nuovo condottiero, in un’ottica ovviamente in questo caso di lungo periodo. La tesi principale di chi chiede la testa di Di Francesco è che la squadra vada benissimo com’è in quanto a giocatori, mentre sia stata proprio la gestione disorganizzata del tecnico a creare confusione: innanzitutto sul piano tattico, con vari cambi repentini di modulo, ed in secondo piano anche a livello di individualità, alla luce del continuo ed insistito turnover, che di fatto ha creato solo dubbi ed insicurezze ad una squadra ancora da assemblare. La scelta di puntare su Zaniolo al Bernabeu e lo spostamento di Marcano sulla fascia a Bologna non hanno poi di certo aiutato Di Francesco ad allontanare le critiche, per non parlare poi di Coric e Bianda, due nuovi acquisti ancora mai utilizzati dal tecnico…

DI FRANCESCO ESONERO NO

Sull’altro fronte però ci sono anche i Difranceschiani più ferrei, che invece invitano il mister a fare di testa sua e ad andare convintamente per la sua strada tattica, in barba ad una società che, a loro dire, sarebbe stata incapace di tenere i pezzi migliori in sede di mercato e di costruire una squadra all’altezza delle aspettative. Ad avvalorare questa tesi c’è in effetti la palese considerazione che Olsen non vale certamente Alisson, mentre a centrocampo le cessioni di Nainggolan e Strootman al momento non sembrano assolutamente essere state risarcite dagli arrivi di Pastore e Cristante. In poche parole, senza Alisson tra i pali e Strootman-Nainggolan in mezzo al campo, la squadra ha perso in sicurezza e solidità, con la difesa che è diventata ora molto più esposta agli attacchi ed alle incursioni degli avversari. Davanti dunque ad un mercato pressochè fallimentare da parte di Monchi e Pallotta, per i difensori dell’attuale tecnico, Eusebio cerca di salvare il salvabile, ma per i miracoli ancora nessuno si è attrezzato…

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E LA ROMA?
La società giallorossa in questi giorni caldissimi fa filtrare il messaggio secondo cui Di Francesco per il momento non si tocca. Dietro la presa di posizione però ci sarebbe in realtà più un preciso calcolo economico, che non una scelta ”di cuore”: in caso di esonero dell’attuale mister, la prima scelta dei vertici (e dei tifosi…) cadrebbe infatti come detto su Antonio Conte, ma l’ex tecnico del Chelsea in termini economici è praticamente irraggiungibile, visti gli 11 milioni di sterline che prevedono il contratto del tecnico ex Juve. Ma già il solo tagliare i ponti con Eusebio sarebbe in realtà un piccolo salasso per la società di Trigoria, visto che l’attuale tecnico abruzzese ha da poco rinnovato fino al 2020, per un esborso di 3 milioni a stagione, che in caso di esonero la Roma dovrebbe ovviamente continuare a pagare a DiFra. La strategia societaria dunque in questo momento sembra prevalentemente una: tirare a campare, sperando che la squadra piano piano ingrani. Oppure, se proprio le cose non dovessero risollevarsi nel breve-medio periodo, sperare che a quel punto sia lo stesso Di Francesco a dare spontaneamente le dimissioni e a ”togliere il disturbo”. Ai tifosi però tutto questo sarà difficile spiegarlo…

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