Gigi Buffon e la pensione dorata di Parigi: una scelta vincente

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui

Gigi Buffon – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Sono passati ormai diverse settimane da quando il Gigi nazionale ha lasciato i campi di allenamento di Vinovo per trasferirsi, dolcemente accompagnato dalla signora per eccellenza della pay per view ( gli amanti della satira evidenzieranno sfruttando un gioco di parole che dalla Vecchia Signora l’ex portierone bianconero ne è uscito in tutti i sensi notevolmente consolato..) all’ombra dei Campi Elisi, sfruttando in modo eccezionalmente tempestivo l’onda emotivamente lunga dei cugini transalpini assurti nel frattempo nella campagna di Russia a campioni del mondo.

Da non dimenticare poi sul finire della scorsa annata chi attendeva con diversi stati d’animo l’annuncio del ritiro del campione di Carrara, la sorpresa poi, nell’apprendere invece a conclusione dell’ennesima trionfale chiusura stagionale con la settima annessione consecutiva del tricolore e della quarta coccarda della Coppa Italia, della volontà di proseguire anche e soprattutto alla ricerca ossessiva dell’unico trionfo che manca al suo invidiabile palmares: la coppa dalle grandi orecchie, sfuggitagli ad oggi all’ultimo atto in tre dolorose circostanze con Milan Real e Barca.
Ai più l’annuncio di proseguire la carriera a 40 anni suonati accettando di buon grado la “corte” del Psg è parsa come una scelta rischiosa e avventata. In sede di primissimo bilancio invece la soluzione colta dal numero uno si è rivelata in tutta la sua disarmante chiarezza:l’ennesima scelta vincente di un campione dalla carriera intramontabile. Una scelta per altro accompagnata da scetticismo in quanto atipica per dinamiche e logiche rispetto a quelle compiuta da colleghi al crepuscolo della carriera. Senza scendere nello specifico è scelta condivisa da molti quella di svernare in campionati di secondo piano rimpinguando soprattutto il portafoglio più che per soddisfare curiosità di visitare e vivere paesi per mentalità e culture differenti se non diametralmente opposte a quelle dell’Europa che conta.

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Buffon ha scelto non solo l’approdo in un campionato all’avanguardia nell’Europa dei grandi ma anche una delle squadre principalmente accreditate nella conquista del trofeo continentale più ambito. E lo ha fatto senza fatalmente abusare come i più grandi a retorica e stigma di ogni genere accompagnando il passaggio a invidiabile pragmatismo e umiltà. Una scelta molto simile a quella compiuta a ritroso da Cristiano Ronaldo che segna una linea continua con obiettivi da sempre dichiarati ad ogni inizio di stagione. Se Cristiano infatti ha optato di indossare la maglia bianconera per raggiungere quella champions sfuggita più volte ai nostri campioni nazionali, Buffon è approdato a Parigi in una squadra che per percorso si avvicina molto a quello della società di Agnelli. Ultimamente tra il Psg e la coppa si è sempre materializzato o un sorteggio poco favorevole o eventi di portata eccezionale (il ribaltone al Camp Nou una debacle difficile da digerire ad anni di distanza) che non hanno permesso ai transalpini di raccogliere quanto da loro agognato.

Una scelta che rivela acume e sagacia anche soprattutto alla luce di un campionato che permette serenamente, vista la mediocrità delle big dei quartieri alti, di concentrarsi sulle gare infrasettimanali europee, il top per un veterano che conta ormai 40 primavere, che ricorda molto da vicino gli ultimissimi anni di carriera di Inzaghi, il quale era solito prepararsi in maniera maniacale agli appuntamenti di coppa riposando ampiamente nelle gare di campionato.

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Una scelta al momento vincente almeno fino a quando il sorteggio non imporrà quello che tutti non vogliono ma in cuor loro si augurano: un incontro fratricida tra Juve e Psg che ineluttabilmente decreterà in  maniera definitiva il successo o meno della scelta compiuta nella scorsa finestra di mercato dal monumento del calcio italiano.
Come dicono gli operatori radiofonici…”stay tuned”..

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