Italia, crisi e mediocrità i problemi della Nazionale di Mancini

Pubblicato il autore: Alessio Liburdi Segui
NICE, FRANCE - JUNE 01: Leonardo Bonucci Of Italy celebrates with team-mates after scoring the goal during the International Friendly match between France and Italy at Allianz Riviera Stadium on June 1, 2018 in Nice, France. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

La mancata qualificazione al Mondiale di Russia sembrava il punto più basso che potesse toccare una storica Nazionale come quelle italiana, ma ad ogni partita che passa stiamo scoprendo quanto più in basso possiamo arrivare. L’Italia ha imboccato una spirale di risultati negativi che recita due vittorie nelle ultime 11 partite, contro Albania (qualificazioni ai Mondiali) e Arabia Saudita (amichevole). Non certo l’élite del calcio mondiale, e a niente sono serviti (finora) gli avvicendamenti sulla panchina azzurra. Ventura, Di Biagio e Mancini, tre c.t. con un solo comune denominatore: pochezza. Pochezza tattica, tecnica e mentale. Una Nazionale talmente mediocre da talmente tanto tempo da instillare un dubbio, legittimo, personale, spero sbagliato: ma non è che l’Italia oggi è una Nazionale mediocre? E’ un dubbio brutto lo so, pensare che una Nazionale capace di vincere ben 4 Coppe del Mondo sia ridotta a vincere di misura contro l’Arabia Saudita, ad esultare per un pareggio agguantato in extremis alla Polonia o per una sconfitta di misura contro il Portogallo. Ma i risultati sono oggettivi, insindacabili, sotto gli occhi di tutti: questi sono risultati da Nazionale mediocre. Prima ne prendiamo atto, prima potremmo accettarlo e conviverci.

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RANKING MONDIALE E LO SPETTRO DELLA RETROCESSIONE
Il c.t. Roberto Mancini ha affrontato le due partite di Nations League come “laboratorio tattico” per capire su quali ragazzi poter puntare per la risalita. A vederne i risultati la risposta potrebbe essere nessuno, eppure in campo si sono visti ben 23 giocatori diversi e alcuni di questi spesso vengono elogiati in ogni weekend di campionato: si c’è stato il sempre discusso Mario Balotelli (in formato extra-large), ma anche i bomber del campionato Immobile e Belotti; tanti esordienti come Lazzari e Cristante, ma c’era Jorginho costato ben 50 milioni al Chelsea di Sarri così come c’era il baby talento Chiesa. Si insomma, i calciatori ci sono, ma è ciò che ci aspettiamo da loro che fa la differenza. Ci aspettiamo di vincere il mondiale con questi calciatori? Ci aspettiamo che i vari Caldara, Jorginho e Chiesa si trasformino in Cannavaro, Pirlo e Totti? Io non me l’aspetto ed è quindi arrivato il momento di chiedersi cosa e quanto vale l’attuale Nazionale Italiana: il ranking mondiale (sempre discutibile) colloca l’Italia al 21°posto, dietro al Perù. Per prendere ad esempio nazionali più vicine a noi, ci troviamo dietro alla Polonia (19°), Galles (18°) e Paesi Bassi (17°). Un piazzamento piuttosto mediocre, non credete?

“Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema. Comprendi?” 
diceva Jack Sparrow, nella saga cinematografica de I Pirati dei Caraibi. Il solo punto conquistato in 2 partite avvicina tremendamente l’Italia allo spettro retrocessione. Si perché le sconfitte in Nations League non escluderanno l’Italia dall’Europeo 2020 (gli daranno solo meno chance), ma una retrocessione non è mai piacevole, specie per chi ha vinto 4 titoli mondiali. Come? L’ho già detto dei 4 titoli mondiali e non c’è bisogno di ripeterlo? Ma è proprio questo il problema: al momento l’Italia vale la Lega B della Nations League ma facciamo fatica ad accettarlo. Come è noto, le 4 leghe della Nations League sono state definite in base al ranking mondiale relativo ad ottobre 2017, un mese prima dello spareggio con la Svezia. Ed è stato questo il problema! Se il sorteggio si tenesse oggi, l’Italia verrebbe collocata proprio nella Lega B. Quella che ci “stiamo conquistando” sul campo: l’Italia non sta retrocedendo, sta solo trovando la sua collocazione nel nuovo scenario internazionale. Una collocazione piuttosto mediocre.

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