Milan, j’accuse di Suso: “Non abbiamo mentalità vincente. Gattuso senza colpe”

Pubblicato il autore: fabio felicetti Segui

In occasione delle 100 partite giocate con la maglia rossonera, Jesus Suso ha rilasciato un intervista a Sky per commentare anche il momento delicato che sta affrontando la sua squadra. Le prime parole ovviamente sono rivolte alla soddisfazione di tale traguardo con la maglia del Milan, (“aver giocato così tante partite con questa maglia è un orgoglio, è quello che sogna ogni bambino”). Se pensiamo alle prime due stagioni, appena arrivato a Milano, nessuno avrebbe scommesso un euro sulla possibilità che lo spagnolo potesse diventare uno dei giocatori più talentuosi della squadra. La svolta arrivò dopo la prima stagione, quando fece le valigie per un prestito di sei mesi al Genoa, e dove trovò continuità di minutaggio, e soprattutto gol e assist. Al ritorno a Milanello, con Montella ha cominciato a ritagliarsi un pò di spazio, fino a diventare titolare fisso della squadra. Con Gattuso non è cambiato molto, anche con l’arrivo del connazionale Castillejo quest’anno, Suso rimane imprescindibile nella formazione del Milan.

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Foto Getty Images© per SuperNews

Infatti nell’intervista, non manca di sottolineare la stima sua e di tutta la squadra per l’allenatore attuale, ma ammette con sincerità, che nonostante si faccia discretamente bene li davanti, specialmente con l’arrivo di Higuain, quello che davvero manca al Milan è la mentalità vincente da grande squadra, e la personalità che il collettivo dovrebbe avere quando si è in vantaggio, non si vede ancora. “L’allenatore non c’entra nulla,siamo noi che dobbiamo alzare la tensione e non avere paura quando siamo in vantaggio”, “Il mister sin dal primo giorno qui, ha fatto un lavoro bellissimo, abbiamo fatto una buona preparazione, la più intensa da quando sono qua. Dipende da noi.” Il pensiero di Suso è chiaro quindi, probabilmente sarà stato anche portavoce dello spogliatoio, sono professionisti per cui sanno bene che le responsabilità dell’allenatore può contare fino a un certo punto, l’atleta si sa, è orgoglioso per natura.

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Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Ora c’è il Sassuolo di De Zerbi, due bestie nere per il Milan, se consideriamo l’allenatore neroverde come ex di quel Benevento che fece il suo primo storico punto in serie A, proprio con il Milan. Inoltre la classifica dopo tre gare senza vittorie, comincia ad essere un fattore determinante per la serenità dell’ambiente milanista, nonostante abbiano ancora una partita da recuperare con il Genoa. “Siamo una squadra giovane ma c’è poco tempo, e si deve fare tutto e subito”. Affrontare ora il Sassuolo e l’ex Boateng non sarà una passeggiata, attualmente gli emiliani sono terzi in classifica, ma se Suso e compagni vogliono mantenere vivo il sogno Champions, dovranno spingersi oltre al Mapei Stadium, e raggiungere quella maturità tale da portare a casa i primi tre punti in trasferta.

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