Quando sei di troppo. Dall’ultimo caso Raikkonen a Del Piero e Totti

Pubblicato il autore: Francesco Fiori Segui

Kimi Raikkonen – Foto Getty Images© per SuperNews


Kimi Raikkonen
fuori dalla Ferrari dopo esser stato (il sabato di Monza) il pilota più veloce della storia della Formula uno. Così si è passati da una conferma quasi scontata all’approdo del giovanissimo Leclerc nella Rossa.

E’ un film già visto. 
E’ il 12 aprile del 2012, in una conferenza lampo della Juventus il presidente Andrea Agnelli annuncia che Alessandro Del Piero, bandiera da 19 anni in bianconero, sta per giocare le ultime partite con la maglia che l’ha reso grande.
Consensuale?
Ben poco. Del Piero resta sorpreso dell’annuncio ma da grande persona qual è non fa una piega. “I capitani non fanno polemica“. Poi segna nell’ultima allo Stadium, diventando ancor più leggenda.

Roma, anno 2016, Spalletti allena i giallorossi e ha un problema di troppo: Francesco Totti.
Prova più volte a indicargli la via d’uscita dall’Olimpico ma ogni volta che il Pupone si alza dalla panchina succede il finimondo. Luciano da Certaldo sta per convincere tutti che il tempo è passato, ma contro il Torino, il 20 aprile, i giallorossi sono sotto per 2-1, Francesco entra e in meno di 4 minuti segna una doppietta.
Apriti cielo.
Doppietta come la pole record di Kimi.

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Totti si ritira l’anno successivo, quando Spalletti gli nega varie partite, tra cui la standing ovation dei rivali del Milan e nel discorso d’addio, uno dei più belli dello sport, appena le telecamere inquadrano l’allenatore, le lacrime diventano fischi.

Sport ingrato e maledetta carta d’identità. Raikkonen ha 40 anni, meglio prendere un ragazzino che ha la metà degli anni e chissà, un bel futuro segnato.

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40 anni li aveva superati da un po’ Javier Zanetti. Si era rotto il tendine d’achille nell’aprile del 2013 e tutti erano pronti al funerale calcistico. “Un capitano non lascia così“.
Zanetti non molla, ha un recupero a tempo record ma Mazzarri, all’epoca allenatore interista, mal sopporta lui e gli eroi del Triplete.
Più volte Zanetti si presenta in panchina ma non entra mai. Quando lo fa, il 9 novembre del 2013, palla al piede sparisce nella difesa del Livorno, aperta come marmellata.
Il vecchietto stupisce ancora. 
Come Kimi.

E ora? La domanda più curiosa sarebbe quella del sapere quando Raikkonen ha saputo dell’addio, se prima o dopo la pole, in una Ferrari che prima dichiara zero rivoluzioni e poi cambia il pilota.
Quanti di voi, scaricati dalla Rossa, ultimi campioni del mondo, avrebbero aiutato il proprio compagno il giorno dopo?
Domande senza risposta, come per gli addii di Del Piero, Totti e Zanetti, bandiere ammainate con pessimo stile. Come per Kimi Raikkonen, l’ultimo dei piloti unici.

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