Roma, Di Francesco rischia l’esonero. Montella e Paulo Sousa i possibili sostituti

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Eusebio Di Francesco – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Di Francesco, settimana decisiva per la Roma. 5 punti in cinque giornate di campionato e una sconfitta, pesante ma preventivabile, in Champions League contro il Real Madrid. L’inizio stagione dei giallorossi è tutto in questi freddi numeri, ma forse è anche peggio. L’unica vittoria stagionale è maturata a Torino, contro i granata di Mazzarri, dopo indicibili sofferenze e ottenuta grazie ad una prodezza di Dzeko. 12 gol subiti, è questo un altro numero che preoccupa molto Di Francesco. La compattezza difensiva era stata uno dei punti di forza della Roma della passata annata. Situazione che non si può imputare tutta alla cessione di Alisson. Olsen non sta facendo miracoli, ma non sta sfigurando. Anzi, il portiere svedese ha evitato la sconfitta con il Chievo e la goleada con il Real Madrid. Certo poi se gli avversari, come Santander, ti arrivano in faccia tocca solo pregare.

Il popolo giallorosso è inferocito, con tutti. Tanti i colpevoli indicati, da Monchi a Pallotta fino a Di Francesco. Si sa che in questi frangenti a poter pagare è sempre l’allenatore. Frosinone mercoledì e Lazio sabato, queste le due partite per cercare di svoltare un inizio di stagione complicatissimo. Molte scelte del tecnico giallorosso sono sembrate incomprensibili. Una su tutte: Marcano terzino sinistro. Lo spagnolo, come contro il Milan, è stato tra i peggiori. Anche perché non è certo un terzino sinistro. Il centrocampo è in balia degli avversari. Cristante e Pellegrini non sono Nainggolan e Strootman e si vede. Dzeko sembra essere tornato quello della prima stagione alla Roma. Di Francesco in bilico e già volano gli avvoltoi su Trigoria.

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Di Francesco, colpevole o vittima?

Il mercato estivo della Roma ha lasciato perplessi un po’ tutti, tifosi e addetti ai lavori. La dorsale della semifinalistra di Champions League è stata smontata come se nulla fosse. Poi anche Di Francesco ci sta mettendo del suo. Perché escludere El Shaarawy, uno dei pochi in forma, dal match con il Bologna? Soprattutto se al posto dell’ex milanista ha giocato lo spaesato Kluivert? Poi N’Zonzi. Il francese prima titolare al Bernabeu in balia dei palleggiatori madrileni, poi in panchina a Bologna dove la sua sostanza sarebbe servita. Poi c’è l’equivoco Pastore da risolvere: mezzala, trequartista? Ancora non si è capito. Eppure il Flaco ha giocato in Italia e ha 29 anni, anche le pietre sanno quali siano le sue caratteristiche.

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Di Francesco è in bilico. Montella, Conte e Paulo Sousa aleggiano già su Trigoria. Forse è troppo presto per i processi sommari anche in una piazza schizofrenica come Roma. E’ chiaro che il derby di sabato prossimo diventa un obiettivo da non fallire. Una partita che può far rialzare le azioni di Di Francesco oppure affossarlo definitivamente. Una cosa è chiara. Vada come vada il tecnico giallorosso non è e non può essere l’unico responsabile di una situazione molto complicata. Pallotta è schifato e ha ordinato il ritiro. Ma questa è anche la sua Roma, non se lo dimentichi mai. Neanche per un secondo.

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