Roma, malumore Schick e incognite tattiche: c’è tanto da lavorare per Di Francesco

Pubblicato il autore: AndreaStella Segui

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Con la sosta del campionato e i ritiri delle varie nazionali, molti giocatori tornano in patria e si lasciano andare a dichiarazioni non sempre political correct. Un esempio è l’attaccante della Roma, Patrik Schick.

Ogni volta che torna nella sua natia Repubblica Ceca, non perde occasione per manifestare la sua insoddisfazione. Dopo un’estate sugli scudi, diversi gol in amichevole, il giocatore più pagato nella storia della squadra capitolina, l’attaccante afferma di sentirsi triste, e che si sarebbe aspettato un minutaggio maggiore in queste prime 3 gare della stagione. Schick nell’intervista rilasciata in patria parla anche della confusione all’interno dello spogliatoio che avrebbero creato le cessioni dei 3 pilastri della scorsa stagione Nainggolan, Strotman e Allison.

La giovane età è quello che accomuna al ceco l’altro attaccante della Roma, Justin Kluivert, che come il suo collega di reparto, una volta tornato in Olanda ha rilasciato delle dichiarazioni dove mostra di voler bruciare le tappe e sentirsi pronto per un ruolo da protagonista. Dalle sue parole non traspare una polemica nei confronti dell’allenatore, ma di certo manifestano le sue aspettative in termini di presenza, candidandosi da subito ad un ruolo di primo piano all’interno dell’11 titolare.

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Chi evita di rilasciare dichiarazioni in merito alla fine del rapporto con la Roma è l’altro olandese Kevin Strootman, ceduto al Marsiglia negli ultimi giorni di mercato. Questo non fa luce su quello che è stato il vero motivo della trattativa che lo ha portato in Francia, ma anzi, alimentano i dubbi sul fatto se sia stato veramente l’olandese a chiedere di andar via o sia stata la società a cederlo. L’eco del suo addio ha alimentato il malumore della piazza e parecchio malcontento all’interno dello spogliato, che disunito ha fornito prestazioni deludenti con Atalanta prima e Milan poi.

Chi non parla proprio è Diego Perotti, già deluso dalla mancata convocazione ai mondiali di Russia e sul mercato per tutta l’estate. Al centro di diverse trattative, nei mesi scorsi ha manifestato il suo desiderio di voler restare nella capitale ma non nascondendo la delusione per le voci che lo volevano altrove. Il trattamento che la società gli ha riservato lo hanno deluso e ora è diventato un oggetto misterioso all’interno della squadra. Fuori per infortunio non è ancora chiaro quale sarà il suo ruolo quest’anno nella Roma, se protagonista, gregario o semplicemente in attesa della riapertura del mercato di gennaio.

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Tutto questo dopo la prima sconfitta in campionato e tanti dubbi tattici e atletici da chiarire. Olsen non da ancora le garanzie che ci si aspetta da un portiere, Kolarov,  Fazio e Lorenzo Pellegrini in condizioni fisiche lontane dal loro 100%, Cristante e Pastore dalla difficile collocazione in campo, Karsdorp ancora da scoprire, 5 moduli alternati in 3 partite, la Juve già lontana 5 punti e il Real Madrid alle porte.

L’aziendalista Eusebio Di Francesco ha accettato di buon grado la rivoluzione di Monchi, avallando e difendendo l’operato della società in tutte le occasioni in cui si è ritrovato a parlare con gli organi di stampa, nonostante l’esterno destro di piede mancino mai arrivato in 3 sezioni di calciomercato, ma sa che sarà il primo a farne le spese se il cerchio non dovrebbe quadrare. Ci sono 15 giorni prima della sfida di Champions League con i campioni in carica, il test dirà se l’allenatore ha ripreso in mano le redini della squadra, redini, che a sentire le dichiarazioni dei giocatori dai ritiri delle nazionali, per il momento ha perso.

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