Roma, Pallotta scontento ma fiducia a Monchi e Di Francesco

Pubblicato il autore: fabio felicetti Segui
ROME, ITALY - MARCH 02: AS Roma President James Pallotta looks on during the Serie A match between AS Roma and Juventus FC at Stadio Olimpico on March 2, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Quattro sono i punti della Roma nelle prime tre giornate di campionato, partendo dalla prima in trasferta a Torino, che seppur arrancando gli uomini di Di Francesco riescono a sbancare con il bellissimo gol di Dzeko, passando per la rimonta in extremis in casa con l’Atalanta con affianco oltre 36 mila cuori giallorossi in occasione dell’esordio all’olimpico, e finire poi con la bruciante sconfitta negli ultimi minuti a San Siro contro un Milan sicuramente meritevole, ma dall’altra parte colpevoli per aver regalato un tempo di gioco alla squadra rossonera , e soprattutto per non aver approfittato del momentaneo pareggio facendosi beffare dall’imbucata di Higuain al 95′.
Con lo stravolgimento in questa sessione di mercato, complici le cessioni illustri, il malcontento tra i tifosi è tangibile, nonostante i nuovi arrivi abbiano stuzzicato le loro fantasie, sostituire giocatori che a Roma hanno lasciato un’impronta importante non sarà facile per i vari N’zonzi, Pastore, Cristante, Marcano, Olsen e J. Kluivert.

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Un pensiero che riflette verosimilmente anche quello di James Pallotta, che a suo dire nonostante l’inizio altalenante tra problemi di modulo della squadra e le polemiche di calciomercato, ritiene che la rosa costruita da Monchi quest’estate è una delle più forti avute nella sua gestione, si è soffermato soprattutto sulle capacità del suo allenatore di migliorare la situazione in classifica prima e la qualità del gioco poi. Tuttavia è un dato di fatto che la Roma “americana” non faceva così pochi punti ai nastri di partenza della serie A, dalla stagione 2011-12, quando sulla panchina sedeva Luis Enrique, lo spagnolo raccolse nelle prime 3 partite effettive solo 2 punti con due pareggi e una sconfitta, a fine stagione chiuse al sesto posto con 56 punti in classifica. Il presidente Pallotta aveva sicuramente previsto che ci sarebbe voluto del tempo per integrare i volti nuovi a trigoria, e quindi fare la voce grossa ora non porterebbe secondo lui, nessun beneficio per risollevare il morale della squadra, anzi.

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Ha poi voluto far sapere che starebbe meditando di essere presente per la partita d’esordio in Champions League al Bernabeu contro i campioni in carica del Real Madrid, orfani di un Cristiano Ronaldo che a Roma conoscono purtroppo molto bene quando vestiva la maglia del Manchester United. Pallotta potrà anche essere un presidente di calcio atipico, ma quel che è certo che da quando c’è lui alla guida della società i tifosi giallorossi da qualche anno a questa parte si stanno abituando a lottare ai vertici in Italia, e la rassicurazione che ha voluto manifestare alla squadra servirà a mantenere inalterata quella convinzione di poter dire la loro anche quest’anno.

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