Caso Denis Bergamini, la procura chiede una proroga: entro la fine 2018 la chiusura delle indagini

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

La procura di Castrovillari (Cosenza) ha chiesto una proroga delle indagini per il caso Denis Bergamini, il centrocampista del Cosenza classe ’62, scomparso a Roseto Capo Spulico la sera di sabato 18 novembre 1989 in circostanze mai del tutto chiarite e stando all’esito dell’ultima perizia sul suo corpo riesumato, l’allora 27enne calciatore fu soffocato e non come si è sempre detto suicidato tuffandosi sotto il camion dell’autotrasportatore Raffaele Pisano.

Dunque l’inchiesta proseguirà e come riportato ieri da Sky Sport, il procuratore Eugenio Facciolla vorrebbe chiuderla entro la fine del 2018, poi ovviamente bisognerà aspettare i tempi tecnici che dovranno consentire tutta la valutazione del materiale prodotto in questi mesi. In questo momento nel registro degli indagati ci sono l’ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò che ha sempre sostenuto che il ragazzo si sia buttato sotto l’autocarro, il conducente del camion (ora in pensione) Raffale Pisano e il marito della Internò Luciano Conte (accusato di favoreggiamento personale e di professione poliziotto). Ricordiamo che esistono già delle intercettazioni, sia ambientali che telefoniche, di marito e moglie che discutono dell’omicidio di Denis Bergamini.

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L’ipotesi della procura di Castrovillari è che il giocatore non si sarebbe suicidato, come sempre è stato detto, ma sarebbe stato ucciso per poi inscenare un finto suicidio, come la sua famiglia ha sostenuto fin dal primo giorno, per motivi che sono tuttora in fase di accertamento e non è da escludere che potrebbero esserci nuovi indagati oltre ai tre già citati.

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Ricordiamo che la prima inchiesta sulla morte del calciatore archiviò il caso come suicidio, una seconda inchiesta nel 2011 era poi stata archiviata quattro anni dopo, mentre nel 2017 il Procuratore della Repubblica di Castrovillari Eugenio Facciolla ha aperto una nuova inchiesta e sembra che finalmente tra pochi mesi questa volta la verità dovrebbe venire a galla per una vicenda avvenuta ben 29 anni fa e che sicuramente è una delle pagine più nere della storia italiana e che non può rimanere impunito.
Tutto questo sarà possibile grazie al lavoro certosino del procuratore Facciolla e soprattutto alla famiglia di Denis, che ha lottato fin dal primo giorno per chiedere giustizia e non hai mai ceduto di un millimetro, nonostante tutte le bugie che in questi lunghi anni si è sentita raccontare da troppa gente.

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