Cassano, addio al calcio: “È finita per davvero.” La lettera pubblicata da Pardo

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Iniziare con “In questi giorni di allenamento ho capito che non ho più la testa per allenami con continuità”  e finire con “Adesso comincia il secondo tempo della mia vita, sono curioso e carico di dimostrare prima di tutto a me stesso che posso fare cose belle anche senza l’aiuto dei miei piedi”, lascia sicuramente poco spazio ad interpretazioni. Cassano ha deciso di lasciare il calcio, questa volta per sempre, non come nell’estate scorsa con l’Hellas Verona. Non si tratta di un capriccio nostalgico della lontananza da casa, ma di parole di un uomo che all’improvviso si è ritrovato maturo, adulto e consapevole.

Pensare che nei giorni precedenti era circolata la promessa ai figli, ripetuta davanti alle telecamere, che “Solo Messi è meglio di papà” fa riflettere ancora di più. Fantantonio ormai è un padre, ha altre priorità nella vita e soprattutto smette di essere il Fantantonio delle “cassanate”, ma anche il campione dei mille colpi di genio. Quelle parole avevano fatto sorridere, illudere che il numero 10 barese fosse tornato in grande forma a livello calcistico e mediatico. Stava raccogliendo quel calore, manifestato in applausi, e sicurezza, manifestata in giocate, che stava aspettando da anni. Là, in Liguria, vicino alla sua Genoa, vicino alla sua famiglia, l’unico posto dove si poteva giocare a calcio non in serie A. Sembrava poter essere tutto pronto per l’ennesima rinascita di Cassano. Tutti gli amanti del calcio speravano che dopo i primi allenamenti fosse arrivata la firma sul contratto: poter vedere un’ex madridista, ex Roma, ex Inter, ex Milan, ex Nazionale nelle serie inferiori, a sognare la promozione, avrebbe dato al campionato cadetto, iniziato tra mille proteste e sentenze per la formula a 19 squadre, quel fragore necessario per godersi del bel calcio. Questa volta invece ad interrompere le giocate del numero 10 non è stata l’ennesima “cassanata” , ma la consapevolezza da uomo maturo.

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Nelle ultime ore, ci ha pensato lo stesso Pierlugi Pardo, noto conduttore di Tiki Taka e telecronista Dazn, a far circolare sui propri social la lettera scritta dal barese. Delle parole che vengono dritte dal cuore, da un uomo che alla fine della sua carriera si guarda allo specchio ed esamina il passato.  Cassano sa quanto talento ha avuto e quante occasioni ha perso per colpa di quel carattere, ma sa anche di essere stato fortunato a salvarsi dalla strada per ” il gioco più bello che c’è”. L’importante è poter guardare avanti con accanto “le uniche cose che contano davvero”: la famiglia e “zero rimpianti”. Di emozioni belle ne ha vissute tantissime, così ha deciso di dire addio e ringraziare in primis la società dell’Entella per l’occasione e poi tutta la popolazione del calcio con cui è entrato in contatto, dai dirigenti con cui qualche volta ha litigato ai tifosi avversari, importantissimi per l’esistenza del calcio.

Riportiamo la lettera per intero

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“Cari amici. È arrivato il giorno, Quello in cui decidi che è finita per davvero. Ringrazio il presidente Gozzi e i ragazzi dell’Entella per l’occasione che mi hanno concesso. Gli auguro tutto il meglio. In questi giorni di allenamento però ho capito che non ho più la testa per allenarmi con continuità. Per giocare a pallone servono passione e talento ma soprattutto ci vuole determinazione e io in questo momento ho altre priorità. Voglio ringraziare tutti i compagni di squadra di questi anni, gli avversari, gli allenatori e dirigenti (sì, certo, anche quelli con cui qualche volta ho litigato). Ma soprattutto voglio salutare i tifosi, quelli dalla mia parte e anche gli avversari, perché senza di loro il calcio non esisterebbe. Il pallone mi ha dato tantissimo. Mi ha fatto conoscere persone magnifiche, grandi campioni e gente comune. Mi ha tolto dalla strada, mi ha regalato una famiglia meravigliosa e soprattutto mi ha fatto divertire da matti. Ancora oggi quando mi capita di vedere una qualsiasi partita resto ipnotizzato. È il gioco più bello che c’è. Si, lo so, con un altro carattere avrei potuto vincere di più e giocare meglio, ma credetemi, ho vissuto comunque emozioni incredibili e oggi ho accanto a me le uniche cose che contano davvero. La mia famiglia, gli amici, zero rimpianti. Adesso comincia il secondo tempo della mia vita, sono curioso e carico di dimostrare prima di tutto a me stesso che posso fare cose belle anche senza l’aiuto dei miei piedi

Grazie a tutti, di cuore.
Antonio Cassano “

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