Paul Scholes a gamba tesa sull’attuale crisi del Manchester United

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Jose Mourinho – Foto Getty Images© per SuperNews

È notizia di poco fa, ormai nemmeno più così inaspettata e sorprendente, la nuova polemica del mitico Paul Scholes per l’attuale situazione in cui versa il Manchester United. Tramite una sua intervista all’emittente americana ESPN, Scholes ha parlato di vicende riguardanti il passato e il presente dei Red Devils.
Tornando indietro di qualche lustro, quello che è poi diventato uno dei pupilli di sir Alex Ferguson racconta dei problemi con l’alcool vissuti in gioventù: «Bevevo tanto con gli amici, ogni sera da giovedì a domenica e a volte anche il lunedì e la notte prima delle partite. Ero in sovrappeso, decisamente fuori forma, e avevo bisogno di riprendermi». Paul Scholes è riuscito ad allontanarsi dalle cattive compagnie e da una vita troppo sregolata per un atleta di alto livello solo quando ricevette la chiamata dell’Under 21 inglese. Da lì, il centrocampista originario di Salford ha iniziato la parabola tutta in salita che lo ha portato a diventare uno dei perni sul quale il manager scozzese Ferguson ha potuto costruire una squadra quasi invincibile in patria tra gli anni Novanta e Duemila e vincente anche in Europa. Parlano in favore di Scholes gli oltre 700 caps in maglia United affiancati da quasi 150 gol.

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Ora, Scholes ha appeso gli scarpini al chiodo per intraprendere una nuova carriera da opinionista sportivo, a volte acclamato, altre meno per via dei suoi giudizi dati senza molti peli sulla lingua, che ricalcano, in un certo senso, il suo tradizionale modo di giocare. Lui era un centrocampista di sostanza, che non esitava a mettere la gamba quando serviva, anche a costo di provocare infortuni seri agli avversari. Basti pensare al soprannome “Silent Hero” (eroe silenzioso), affibbiatogli dai tifosi dell’Old Trafford per spiegare il suo modo di essere leader con poche parole e con molti fatti, tradotti con tackle aggressivi quando ce n’era bisogno. Scholes sembra essersi lasciato andare alla critica più spiccia contro tutti coloro che siedono sulla scomoda panchina dei Red Devils.
L’ultimo attacco, in ordine di tempo, colpisce indirettamente José Mourinho, quando Paul Scholes parla delle difficoltà di ambientamento in cui potrebbe incappare persino uno come Messi in un organico come quello attuale del Manchester United. Sempre secondo il giudizio discutibile del grande ex, Juan Mata risulterebbe tatticamente fuori posizione sulla fascia destra, mentre Alexis Sanchez viene bollato come un egoista e, quindi, un acquisto evitabile da parte della famiglia Glazer. In generale, chiunque avrebbe problemi di adattamento nel caos tattico che regna sovrano dalle parti dell’Old Trafford.

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È pur vero che Scholes è ormai abituato a battibeccare con chiunque non gli vada a genio nella squadra che sente ancora sua. Un altro esempio risale alla scorsa estate, quando il buon Paul non ha perso l’occasione per criticare il rendimento deludente di un altro Paul, tale Pogba, poi campione del mondo da protagonista con la Francia. In difesa di Pogba non poteva non esserci Mino Raiola, il suo agente, il quale ha consigliato caldamente a Scholes di diventare il direttore sportivo dello United se pensava di saperne più degli altri.
Oppure si può ricordare il rapporto dialettico non molto amichevole instaurato da “Silent Hero” con il predecessore di Mourinho, il santone olandese Van Gaal, più volte infastidito quando si è reso conto di quanto contasse poco il suo giudizio di fronte ai tifosi rispetto alle parole provenienti da ex leggende del club.
Secondo alcuni, Scholes mostra semplicemente la sua frustrazione per non aver avuto le abilità per ricoprire un ruolo dirigenziale di primo piano nel Manchester United, a giudizio di altri il figlioccio di Ferguson non avrebbe tutti i torti se si considera il perdurare della situazione deficitaria in casa United, con la squadra lontana già 7 punti dalla vetta della Premier League.
In questi casi, come sempre, è meglio lasciare la parola al campo.

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