Un ritorno di Ibrahimovic al Milan è pura utopia?

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Foto Getty Images© per SuperNews

Quando parla uno come sua maestà Zlatan Ibrahimovic state pur certi che non si tratterà mai di dichiarazioni di circostanza, al contrario, con lui lo scoop è sempre dietro l’angolo. Nella sua intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport, Ibra si sofferma, innanzitutto, sull’imminente derby di Milano, facendo capire di assistere alla partita da tifoso neutrale e non potrebbe essere altrimenti, visto che il gigante di Malmö ha contribuito ai successi di entrambe le anime calcistiche dei Navigli. Ibrahimovic non si è sbottonato più di tanto e spera che vinca semplicemente la squadra in questo momento più forte tra le due.

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Fin qui nulla di strano, ma quando il giornalista ha chiesto alla stella svedese quali potessero essere i suoi progetti futuri, Ibra ha lasciato uno spiraglio, seppur minimo, a un suo possibile ritorno in Europa: «Tornare in Europa? Penso di essere in una situazione in cui ho bisogno di avere un buon equilibrio tra lavoro e riposo. Sono reduce da un infortunio e per via dell’età».
Il giocatore, che ha conquistato trofei in quasi tutti i maggiori campionati europei, ha posto come unico paletto la sua condizione fisica, il solo ostacolo alle sue possibilità di tornare ad essere protagonista nel Vecchio Continente. Per un calciatore del suo orgoglio e dall’autostima quasi infinita e inattaccabile è giusto soffermarsi a riflettere sulla situazione del suo ginocchio dopo il grave infortunio ai legamenti crociati, causa della fine del contratto con il Manchester United. È anche per via di questa intervista pubblica concessa da Ibrahimovic che si sono rincorse numerose indiscrezioni su un suo possibile e clamoroso ritorno a Milano, sponda rossonera.
C’è da aggiungere, d’altro canto, che a domanda precisa sulle impressioni di Ibra riguardo un possibile, serio interessamento da parte di Leonardo per riportarlo ad esibirsi nella “Grande Scala del calcio”, il bomber di origini bosniache non si è sbilanciato troppo. Il giocatore vuole concentrarsi sul finale di stagione dei suoi LA Galaxy (dicembre ndr) e portare la sua squadra ai playoff. Solo in seguito farà tutte le valutazioni del caso sulla possibilità di essere ancora competitivo per gli standard del calcio europeo, perché non è pensabile vedere un grande campione come lui fare da comprimario in una squadra pur blasonata.
Lo storico assistito di Mino Raiola ha raggiunto i 37 anni, età che per un atleta significa aver imboccato il viale del tramonto da cui è quasi impossibile tornare indietro, anche solo per un attimo. Eppure, Zlatan Ibrahimovic regala ancora grandi emozioni nella Major League Soccer americana con colpi di tacco e acrobazie che restano il suo marchio di fabbrica. Zlatan non è mai stato un giocatore normale e non vuole esserlo neanche negli ultimi lampi della sua carriera e a chi dice che non ha mai vinto una Champions in vita sua, basti pensare al modo in cui ha cambiato in meglio tutte le squadre in cui ha giocato grazie alle sue immense doti di leadership e di trascinatore.

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Un ritorno al Milan già a gennaio sarebbe una mossa che ha un non so che di romantico, considerando i 56 gol in 86 presenze con il rossonero addosso tra il 2010 e il 2012. Persino Higuain in persona, un numero 9 vero che al Milan mancava proprio dai tempi di Ibrahimovic, ha dato il suo benestare all’operazione-nostalgia e non vedrebbe l’ora di giocare al fianco di un «grandissimo» come lo svedese. Anche qui parliamo di dichiarazioni di rito o Higuain, in cuor suo, sta facendo pressioni sulla dirigenza milanista per avere un partner d’attacco di livello mondiale, seppur in là con gli anni? O, ancora, Gonzalo nutre, invece, delle preoccupazioni su una presunta trattativa Ibra-Milan, visto l’ego spropositato del campione svedese che potrebbe mettere a rischio la stessa centralità del delantero argentino nello spogliatoio rossonero?
Sono tutte ipotesi lecite che probabilmente troveranno una risposta definitiva solo da dicembre in poi quando, dopo la fine dell’ MLS, Leonardo scoprirà definitivamente le sue carte.

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