Il punto sulla Liga. Siviglia in testa. Barça e Atletico inseguono. Il Real arranca

Pubblicato il autore: Domenico Di Gennaro Segui

Andre Silva – Foto Getty Images© per SuperNews

La Liga di quest’anno si dimostra equilibrata e incerta come non mai. In testa alla classifica dopo la 13.a giornata c’è il sorprendente Siviglia di Pablo Machin con 26 punti. Subito dietro troviamo il Barcellona a 25 e l’Atletico Madrid a 24, due favorite per la vittoria finale del campionato. Il Real Madrid compare soltanto al sesto posto a 20 punti in coabitazione con il Girona e, soprattutto, dietro a sorprese come l’Alaves, quarto, e l’Espanyol, quinto. Una situazione inedita per un campionato come la Liga, spesso tacciato di essere poco avvincente per quanto riguarda la lotta per il primo posto.

Il Siviglia ha conquistato il primato grazie alla vittoria di misura in casa contro il Real Valladolid. Protagonista del successo degli andalusi è stato il portoghese André Silva, autore del gol vittoria. Per l’attaccante di proprietà del Milan si tratta dell’ottavo centro in campionato, una cifra ragguardevole se confrontata con i numeri impietosi della sua esperienza milanista. Il Siviglia, squadra quadrata e concreta, viene da 5 vittorie casalinghe consecutive e potrebbe svolgere il ruolo di antagonista più credibile per il titolo, visto l’andamento a corrente alternata delle big di Spagna.

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Il Barcellona, secondo in classifica, continua a non convincere e il pareggio ottenuto in extremis al Wanda Metropolitano ha messo in luce ancora una volta i limiti dei blaugrana. Il ruolo di salvatore della patria è toccato al tanto discusso Ousmane Dembélé, beccato in settimana dalla stessa società catalana per i suoi comportamenti poco professionali. L’Atletico Madrid di Simeone può, invece, recriminare per essersi fatti sfuggire di mano i tre punti proprio sul gong finale. Errori che potrebbero costare cari alla banda rojiblanca in vista di una lotta serrata per la vittoria della Liga. Di positivo per i colchoneros c’è la solidità estrema della squadra del Cholo (miglior difesa del campionato) e un ritrovato Diego Costa, che finalmente si è sbloccato in questa Liga.

Chi tra le big soffre particolarmente è il Real Madrid. Apparentemente rigenerato dalla cura Solari, due vittorie nelle prime due gare con in panchina il tecnico argentino, il Madrid è tuttavia incappato in un ko fragoroso in casa della matricola Eibar nell’ultimo turno di Liga. Un 3-0 senz’appello per i blancos, che sono sembrati senz’anima e mai realmente dentro la partita. Le merengues sono già alla quinta sconfitta in campionato e la stagione sembra stia assumendo una piega fallimentare. Eppure le altre squadre al vertice continuano ad andare a singhiozzo e il Real Madrid alla fine dista dalla vetta della classifica soltanto cinque punti, un divario che sembra facilmente colmabile. A patto, però, che il Real inverta al più presto la rotta per non incorrere in una delle peggiori stagioni di sempre della storia madridista.

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Infine, ci sono da analizzare due sorprese, una in positivo e una in negativo. Il Girona si conferma come “sorpresa” della Liga dopo la fantastica annata 2017/2018 conclusa al 10° posto da neopromossa. Nell’ultimo turno di Liga ha vinto fuori casa 1-3 contro l’Espanyol, con doppietta di Stuani e rete dell’ex-Roma Doumbia. Ora si trova settimo in graduatoria, stessi punti del Real Madrid, e può contare sulla vena realizzativa di Christian Stuani, attaccante uruguaiano con un passato alla Reggina e Pichichi del torneo con 10 reti davanti a mostri sacri come Suarez e Messi. Chi sorprende negativamente è, invece, l’Athletic Bilbao. La squadra basca, nonostante la presenza di talenti come Muniain e Williams, non riesce a decollare e rimane ancorata al terz’ultimo posto con appena una vittoria all’attivo in questa stagione. Per una squadra abituata a ben altre posizioni di classifica trovarsi improvvisamente invischiata nella lotta per non retrocedere potrebbe rappresentare un contraccolpo psicologico pericoloso. Tra l’altro, l’Athletic è l’unica squadra della Liga, insieme al Barcellona e al Real Madrid, a non essere mai retrocessa in Segunda Division.

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