L’Inter indifendibile, perché tutto ciò che accade ai nerazzurri è caos

Pubblicato il autore: Francesco Fiori Segui

Molti non aspettavano altro. L’Inter, i suoi casini, croce e delizia con sparatoria a zero contro il club di Milano.
Se ci fate caso durante le feste qualsiasi cosa sia successa intorno ai nerazzurri è sinonimo di casino, da Marotta a Nainggolan passando per i pseudo tifosi.

Da quando è arrivato Marotta, dirigente cui tutta la stampa sportiva loda per i successi bianconeri salvo poi, sponda opposta, dar merito a tutti i colpi di mercato a Paratici e non a Beppe, è partito subito il toto allenatore per l’anno prossimo.
Spalletti ci mette del suo, non vince con il non irresistibile Psv e cade nella brace, perché contemporaneamente si libera Mourinho e Conte è sempre vigile come un falco in cielo.
Non bastasse, per colpire Spalletti si punta Radja Nainggolan.

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Il giocatore non è un santo per sua stessa ammissione ma non ha ancora preso le misure di Milano e sopratutto di essere all’Inter. Gli spifferi sono ovunque, Nainggolan potrebbe pure parlare con un prete in un confessionale nerazzurro e la sua confessione verrebbe ugualmente alla luce, così come gli spifferi delle formazioni, pensate come sorpresa da Spalletti e poi già preannunciate alla stampa.
Nainggolan che diventa un doppio caso, prima perché parole, sue o no, esprime una volontà di distaccarsi dai nerazzurri, combina un macello per cui viene allontanato dalla squadra col Napoli e nella stessa giornata Zaniolo, contropartita, segna un gol meraviglioso.
Apriti cielo.

I nefasti avrebbero voluto una roboante vittoria col Napoli per avere il quadro completo della crisi Inter. Spalletti sarebbe stato immediatamente subissato dalla critica e costretto a chinare il capo, se non fosse che quell’oggetto misterioso, el Toro Martinez, toglie le castagne dal fuoco e da bidone diventa campione.

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Ma come se non bastasse ecco l’etichetta di razzismo a San Siro, quando pseudotifosi (alcuni potrebbero ululare contro Koulibaly per ignoranza, nel senso che è l’unica arma a disposizione per innervosire uno dei difensori più forti d’Italia), altri perché col calcio hanno poca dimestichezza a livello di sportività, ma come nel ciclismo che un dopato rende di conseguenza tutti dopati, ecco che di botto tutta l’Inter è razzista, con chiusura della curva anche a chi va lì perché innamorato del nero e del blu, dei colori che racchiudono una storia che in tanti vorrebbero macchiare ma che va avanti dal 1908 come simbolo di integrità, passione e sogni.
Potrebbe passare inosservato provare a far coesistere Icardi e Martinez, perché Lautaro è oggi la faccia bella e vivace dell’Inter, ma col club di Milano in mezzo è sempre meglio vedere il brutto, anziché sognare in grande.

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