Milan, parla l’ex Montella: «Grato a Fassone e Mirabelli. Cristiano Ronaldo ? C’è stato un tentativo”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

Milan – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Quando un allenatore viene messo da parte dalla società che inizialmente aveva puntato su di lui la reazione più semplice e, per certi versi, più umana consiste nel togliersi alcuni sassolini dalla scarpa a mente fredda. È quello che ha pensato di fare Vincenzo Montella, parlando in esclusiva ai microfoni di Sky Sport a proposito della fine della sua esperienza sulla panchina milanista. Ciò che, però, contraddistingue il modo di esporre il proprio pensiero da parte dell’Aeroplanino rispetto a molti altri suoi colleghi è la pacatezza unita all’eleganza e all’equilibrio con cui Montella illustra la sua versione dei fatti a un anno dall’esonero dal Milan.

Sulla figura di Gattuso, l’allenatore campano ha qualcosa da ridire sulle dichiarazioni dell’attuale tecnico rossonero, reo di aver incolpato ingiustamente lo staff tecnico precedente per non essere stato in grado di preparare al meglio la squadra sotto il profilo atletico durante la preparazione estiva. All’indomani del magro pareggio ottenuto contro il Benevento, Gattuso, troppo focalizzato nel parlare della precaria condizione fisica dei suoi uomini legata alla passata gestione tecnica, è stato contattato da Montella: «Ho solo voluto dirgli che stava sbagliando a insistere sulla preparazione atletica nelle sue interviste, si stava esagerando su un aspetto che mi tocca profondamente. Lui sta facendo bene ma non e’ giusto toccare le mie competenze. Ho cinque-sei anni di esperienza in più di Serie A, penso di avere conoscenze maggiori di chi dice certe cose. Dati alla mano sfido chiunque in un confronto pubblico sul tema. Un conto è quanto corri, un altro l’intensità che ci metti».

potrebbe interessarti ancheMarchisio, per sempre juventino:”Ho rifiutato due volte il Milan”

Quando si finisce per parlare della coppia formata da Mirabelli e Fassone, Montella ha parole agrodolci per il duo protagonista assoluto del calciomercato estivo del 2017: «Io sono assolutamente grato al Milan, anche agli stessi Fassone e Mirabelli che mi hanno dato la possibilità di iniziare la nuova stagione, anche se avevo sentito che già c’erano alcuni dubbi su di me. Questo mi è dispiaciuto. Ma era troppo forte la voglia di allenare il Milan che non mi ha fatto essere lucido per fare altre scelte. Se potessi tornare indietro? Non lo so, razionalmente probabilmente era più giusto andare via a giugno. C’erano tanti messaggi tra le righe che testimoniavano scarsa fiducia. L’errore più grosso che ho fatto è stato nella comunicazione, che doveva essere di profilo molto più basso». Su quest’ultima constatazione, si può leggere una critica più o meno velata ai proclami improbabili e quantomeno rischiosi derivanti dalla dirigenza milanista, fattore che ha creato aspettative troppo alte su una squadra che, con tanti nuovi acquisti, aveva solo bisogno di pazienza e comprensione da parte dell’ambiente circostante. Secondo l’ex tecnico della Fiorentina, forse era meglio lasciare il Milan già alla fine del suo primo anno, uscendo da vincitore dopo aver alzato la Supercoppa italiana 2016 sul cielo di Doha di fronte all’imbattibile Juventus.

Nella seconda parte della chiacchierata a Sky, Montella tocca anche l’argomento bollente sull’assegnazione della fascia di capitano a Leonardo Bonucci: «A suo tempo la società aveva promesso a Bonucci la fascia di capitano. Io al ragazzo dissi telefonicamente che si poteva essere capitani anche senza la fascia, a volte lo si è anche di più. Con il nuovo corso, poi, la società tra virgolette mi costrinse, ma ero d’accordo, a dare la fascia di capitano a un nuovo calciatore e io questa scelta l’ho avallata perché la nuova proprietà ha diritto di poter scegliere il proprio capitano. Ero indeciso tra Bonucci e Biglia, ne parlai anche con Lucas ma non era entusiasta, perchè probabilmente aveva avuto esperienze negative in passato. Quindi la scelta fu facile alla fine».

potrebbe interessarti ancheCalciomercato Milan, a giugno si cambia: futuro incerto per Suso, Calhanoglu e Cutrone

Infine, non manca una chiosa sulle scelte di mercato non sempre operate in sinergia con Mirabelli e Fassone: «Se ho condiviso l’acquisto di tutti i nuovi arrivi? Diciamo che ci siamo confrontati su alcuni. Altri li ho trovati ad affare concluso. Su Bonucci per esempio ho forzato io per il suo ingaggio. Kalinic è un giocatore a me graditissimo, era la prima scelta, sulla carta un titolare rispetto ad André Silva che a inizio stagione era un’alternativa alla prima punta. Poi chiaramente le cose si evolvono. L’attaccante è stato comprato alla fine del calciomercato: siamo stati vicini a Morata, a Batshuayi. Alla fine con il budget a disposizione era difficile prendere un attaccante più forte di André Silva, che non so neppure quanto sia stato pagato».
Visto l’evolversi degli eventi, provocano quasi un sorriso ai tifosi milanisti  gli attestati di stima che Montella ancora dirige all’indirizzo di Nikola Kalinic, ora finito mestamente nel ruolo di riserva nell’attacco dell’Atlético Madrid. Al contrario, per il dispiacere del popolo rossonero, André Silva sta facendo vedere di che pasta è fatto il suo talento nelle file del Siviglia, proprio l’ultima squadra allenata da Montella fino alla scorsa primavera. L’Aeroplanino non disdegnerebbe una nuova avventura all’estero e pensa di aver acquisito ulteriori conoscenze in questi mesi vissuti in attesa dell’occasione giusta per tornare in panchina.

notizie sul temaMilan, con le grandi non si vince (quasi mai): Gattuso ha un problemaSqualificati Serie A 29°turno: tre turni per Aina. Multato il MilanMilan, lite Kessiè-Biglia: pace in diretta tv. Ma ora che succede?
  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: