Roma nel caos. Pallotta furioso. L’ennesimo ritiro deciso da Monchi è l’ultima spiaggia

Pubblicato il autore: Davide Visioli Segui

Eusebio Di Francesco al capolinea?  © Getty Images

Roma nel caos. Pallotta furioso. L’ennesimo ritiro deciso da Monchi è l’ultima spiaggia. Di Francesco vicino all’esonero. Conte, Paulo Sousa e Montella le alternative.

Una notte offuscata dai tormenti quella vissuta dalla Roma di ritorno da Cagliari, dove è andata in scena una delle sfide di cartello del 15° turno del sabato più pazzesco degli ultimi anni (assieme a Lazio-Sampdoria), con un finale thrilling, che entra nella storia del club isolano, facendo il paio invece con l’ennesima occasione persa in un’annata da incubo per i giallorossi.
Un sabato da ricordare o da dimenticare, a seconda della prospettiva. Già. La crisi dei giallorossi è ormai conclamata da diversi punti di vista e non bastano le assenze illustri di De Rossi, Lorenzo Pellegrini, El Shaarawy e Dzeko per giustificare una simile scriteriata condotta finale di gara.

E dire che per la Roma lo spauracchio Cagliari pareva già essere ridimensionato dalle tante assenze che hanno falcidiato la formazione di Maran (Barella, Castro, Romagna, Lykogiannis, su cui si è aggiunto anche Pavoletti in fase di riscaldamento) e da 70 minuti di gara, condotti con autorità.
E’ bastata la veemente reazione rossoblù negli ultimi 20-25 minuti di partita (addirittura ridotti in 9 uomini), per scardinare il sistema Di Francesco minando certezze e personalità dei giallorossi, in particolare tra i suoi elementi più noti.

Una sfida pazzesca

Il greco Manōlas era dato in dubbio alla vigilia, ma Di Francesco lo recupera in extremis, risolvendo il rebus difesa, linea a 4 con Fazio, Florenzi e Kolarov a proteggere Olsen.
L’assenza di De Rossi concede spazio alla coppia CristanteNzonzi, mentre le defezioni di Perotti, El Shaarawy e Dzeko, danno l’opportunità alla Roma di presentarsi con un parco di attaccanti giovanissimo: Cengiz Ünder, Nicolò Zaniolo e Justin Kluivert alle spalle di Patrik Schick.
Il 4-3-1-2 massimizza l’apporto di gioco nella zona centrale del campo, a scapito delle fasce laterali, un classico della manovra della Roma. Non è casuale il gol di Cristante al 15′ del primo tempo giunto proprio in seguito agli sviluppi di un tema offensivo costruito per vie centrali.

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Nel Cagliari le assenze illustri, costringono Maran a ridisegnare la squadra, con Padoin a sinistra, KlavanCeppitelli e con un centrocampo da Bradaric in regia a FaragòIoniță da mezz’ali, fino a João Pedro a supporto di Farias e Cerri davanti.
Il centrocampo atipico dei rossoblù avvantaggia la Roma, che trova l’1-0 proprio così. Il Cagliari fatica a reagire e subisce il 2-0 di Kolarov, su punizione deviata dalla barriera.
Nella ripresa la Roma gestisce un Cagliari che prova a fare la partita, senza però riuscire ad impensierire Olsen.
Maran non molla e punta sul giovane Marko Pajač per Simone Padoin, aumentando la propulsione sulla sinistra. I rossoblù crescono con la pericolosità di João Pedro, spesso libero di svariare tra le linee della difesa romanista e con l’avvicendamento FariasSau, portando la Roma a rinchiudersi nella propria area.

E’ qui si registra la girandola di sostituzioni con incomprensibili equivoci tattici: da Luca Pellegrini terzino fermo dal 20 ottobre, per Justin Kluivert, posizionato da ala; da Javier Pastore mezz’ala o al più trequartista, ma con problemi di ritmo partita, inserito come terminale offensivo al posto di Patrik Schick, fino al cambio ZanioloJuan Jesus.
Nel frattempo il Cagliari trova l’1-2, con Artur Ioniță abile ad avventarsi sulla spizzata offerta da João Pedro.
La Roma improvvisa una difesa a 5 per chiudere ogni varco, ma  resta inspiegabilmente alta, anche con i sardi ridotti in 9 contro 11 (espulsi Srna e Ceppitelli).
E così su una verticalizzazione improvvisa del Cagliari riversato ormai a testa bassa all’attacco, Sau prende d’infilata i due centrali romanisti, supera Olsen con palla in buca d’angolo e raccoglie l’apoteosi della Sardegna Arena, materializzando l’incubo della Roma, i cui presupposti sono stati posti principalmente dalla panchina.

Dalla contestazione dei tifosi, alla rabbia di Pallotta

E’ palpabile lo sgomento tra i tifosi romanisti, che dopo una partita per larghi tratti dominata, subiscono una doppia rimonta allo scadere con la rete del pareggio in 9 contro 11.
Da Trigoria, ai social network il giudizio è unanime sulla richiesta di esonero di Di Francesco, ma attacca anche le responsabilità della squadra e della società in sede di mercato.
Proprio la società per bocca del suo presidente, James Pallotta reagisce così: “È una disgrazia, un disonore. Questa squadra non si rende contro che le partite durano 90 minuti. Imbarazzante”.
Sul possibile esonero di Di Francesco, il numero 1 giallorosso glissa: “Chiedete a Monchi..”.

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Monchi “salva” Di Francesco, che rincara sui propri giocatori. Squadra in ritiro punitivo

Se da un lato James Pallotta è furioso, dall’altro il d.s. Monchi tiene a galla Di Francesco, che attacca i suoi giocatori:
«Da allenatore mi devo prendere le mie responsabilità. Sono amareggiato e arrabbiato. È una partita assurda perché non si può prendere gol in 11 contro 9. È inconcepibile. Non parliamo di tattica, c’erano giocatori di esperienza e non si possono prendere gol così. Le cose vanno analizzate a caratteri generali, facciamo fatica a trovare una nostra identità. Dal 70′ in poi siamo stati fragili dal punto di vista mentale. Abbiamo dimostrato di avere deficit mentali importanti. Due episodi hanno deciso la partita, un’assurdità per una squadra con la nostra esperienza. Siamo andati in difficoltà mentale nel finale».

Nel frattempo la squadra è in ritiro punitivo in vista della partita di Champions League contro il Plzen di mercoledì.

Conte, Paulo Sousa e Montella incombono sul futuro giallorosso

L’ambiente giallorosso sembra aver perso la pazienza con Di Francesco. Per la successione si paventano:
Antonio Conte, contattato da Francesco Totti; Paulo Sousa, reduce dall’esperienza cinese con il Tianjin Quanjian e Vincenzo Montella che sarebbe un ritorno, reduce dall’esperienza al Siviglia.

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