Sacchi celebra Sarri: “Fa risparmiare le società con le sue idee. Errore di Berlusconi non prenderlo nel 2015”

Pubblicato il autore: Stefano Trentalange Segui

(Foto di Maurizio Lagana/Getty Images – scelta da Supernews )

Quando non si è più sulla cresta dell’onda da svariato tempo ormai, il rischio di ogni uscita pubblica è quello di catapultare su di sé le polemiche di una collettività scettica, per non dire ostile, nei confronti di chi è fuori da troppo tempo dal mondo che gli ha permesso di diventare famoso e popolare. È la sorte spesso toccata a colui che è stato un grande innovatore del nostro calcio come Arrigo Sacchi. Il promotore del calcio totale all’olandese e della marcatura a zona ha spesso attirato su di sé più di qualche critica da parte di chi lo ha considerato un allenatore bollito dal momento in cui ha smesso di esercitare la sua professione sul finire degli anni Novanta.

Arrigo Sacchi, divenuto col tempo volto famoso nelle trasmissioni calcistiche targate Mediaset, stavolta è salito agli onori della cronaca per le sue frasi di elogio nei confronti di Maurizio Sarri. Il profeta di Fusignano non manca di accusare la dirigenza del Milan, Berlusconi in primis, per non aver mai pensato di ingaggiare Sarri ai tempi dell’Empoli, quando il tecnico toscano era ancora un obiettivo alla portata dei rossoneri: “Ero affascinato dal calcio espresso dall’Empoli, così mandai Evani e Luigi di Biagio a seguire le sue sessioni di allenamento. Un giorno lo incontrai e non smisi di seguirlo in Serie A. Lo suggerii all’allora amministratore delegato Adriano Galliani. Gli dissi che secondo me lo avrebbero dovuto prendere, ma Berlusconi non volle e si oppose e fu un grande errore”.
Arrigo Sacchi, senza peli sulla lingua, bacchetta apertamente la precedente gestione societaria del Milan formata dagli stessi uomini che lo hanno aiutato a diventare grande e a vincere due Champions League consecutive sul finire degli anni Ottanta.
Le lodi dell’ex tecnico emiliano all’indirizzo di Maurizio Sarri non si fermano qui: “Gli allenatori come lui fanno risparmiare. Inoltre ti fanno guadagnare soldi perché credono più nelle loro idee, meno nei giocatori. Sta facendo bene al Chelsea, per il calcio italiano è stata una grande perdita”. 
Non può che essere felice Maurizio Sarri, da sempre grande estimatore delle idee di gioco espresse da Arrigo Sacchi in tutto l’arco della sua carriera da allenatore. Domani il Chelsea avrà di fronte il Manchester City allenato da Pep Guardiola, guarda caso un altro grande tecnico che non si è tirato indietro quando si è trattato di esaltare il bel gioco messo in campo dal Napoli di Sarri nel corso della scorsa stagione tra Serie AChampions League.

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L’intervento di Arrigo Sacchi non si ferma alla sua forte ammirazione per l’ex bancario di origini partenopee, ma le sue riflessioni proseguono ponendo l’attenzione sul modus operandi di altri grandi tecnici in circolazione come José Mourinho: “Lui preferisce il risultato al bel gioco, ma è un grande leader, molto bravo tatticamente, uno straordinario motivatore.  Zidane al Real Madrid? Non aveva idee particolari ma è stato fantastico. Guardiola e Sarri però insegnano calcio e trasmettono nuove idee a tutti gli altri”.
Non può mancare, poi, un appunto sugli attuali tecnici della Serie A da parte del tecnico che ha portato il Milan ad essere un club dominante sui palcoscenici europei più prestigiosi: “La maggior parte degli allenatori fa affidamento sulle loro capacità manageriale, sulla tattiche e sulle qualità del singolo calciatore per rimediare alla povertà di idee collettive. Questo non aiuta ad aumentare il livello del gioco: chi ha i migliori giocatori, vince”.

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Le parole di Arrigo Sacchi forse faranno mangiare ancor di più le mani al duo Berlusconi-Galliani, i quali, se avessero dato la guida tecnica del Milan nelle mani di Maurizio Sarri, chissà, forse potevano dare il la all’inizio di un nuovo ciclo di successi per il Diavolo rossonero. Come ben sappiamo, invece, nel 2015 il dopo Pippo Inzaghi sulla panchina milanista ha assunto le sembianze di Sinisa Mihajlovic, seguito da Brocchi, Montella e, ora, Gattuso, tutti allenatori che non hanno portato in alto né il Milan berlusconiano né il nuovo club finito in possesso del fondo americano Elliott.
Il mancato arrivo di Sarri al Milan rappresenta, per ora, una di quelle sliding door ancora senza risposta, almeno finché non si apriranno nuovi scenari che permettano di ingaggiare il tecnico toscano da parte della nuova dirigenza del Diavolo.

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