Icardi, il mal di Inter e una Wanda di troppo

Pubblicato il autore: Francesco Fiori Segui

Mauro Icardi è l’argomento del giorno. Il solito rinnovo che diventa tormentone è ritornato di prepotenza anche nel 2019. A memoria è difficile trovare un altro giocatore nerazzurro che ha fatto un tira e molla per strappare altri anni di contratto e di conseguenza ha preteso sempre più soldi. Piccolo particolare, è il capitano dell’Inter.

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Primo errore social: paragonare Icardi ai vari Picchi, Mazzola, Bergomi e Zanetti. Questi giocatori appartengono ad un calcio romantico che non esiste più, con Icardi che non è un prestipedatore (Brera aiutaci) e di prestigio ha solo una compagna che difficilmente vive la vita senza essere al centro del mondo.
Secondo errore social: insultare Icardi a prescindere. #ViaLaFascia, #IcardiNonE’IlmioCapitano, sono hashtag che non si possono leggere in un momento in cui il calcio è sinonimo di violenza. Questa è violenza mediatica e anche questa volta il tifoso nerazzurro ci casca come la pera cotta e va contro l’unico giocatore che nei nerazzurri può far la differenza.

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Icardi rinnoverà o se ne andrà, ma l’Inter è sopravvissuta in tempi recenti agli addii di Ronaldo, di Ibrahimovic, al passaggio di Vieri al Milan, a quello di Cancelo alla Juve, di Coutinho al Liverpool, vivendo e sognando ancora, perché i campioni vanno e vengono come le migliori pedine delle aziende, ma la maglia resta, seppur con un presidente straniero che, se paragonato al ricordo romantico delle bombe di Moratti, ha ancora tanta strada da fare.

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