Roma: il destino è Marco Savorani

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Che la Roma fosse nel destino di Marco Savorani lo si è capito sin da subito, Marco Savorani (nato a Roma) comincia a muovere i primi passi (nel suo caso le prime mani) nelle giovanili giallorosse senza esordire mai in prima squadra (e la Roma di Tancredi; Nela; Falcao; Di Bartolomei e mister Liedholm) finisce la carriera a Gualdo Tadino dopo aver girato l’Italia consacrandosi nel Pescara di Giovanni Galeone. Diventa preparatore dei portieri, e dopo aver girato tra Piacenza; Verona (sponda Chievo); Bergamo e Siena (con Antonio Conte), torna a Roma e fa la fortuna dei giallorossi e dei numeri uno che difenderanno la porta dei capitolini

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La Roma
Marco Savorani (che lavora nel settore giovanile) sostituisce Nanni quando Luciano Spalletti rileva Rudi Garcia, e da allora diventa “Il” preparatore di prima squadra, partendo da un polacco di buone speranze ma solo di passaggio (Wojciech Szczesny di proprietà dell’Arsenal) che di lì a poco sotto la cura del “metodo Savorani” fa progressi importanti tanto da riportarlo a Londra (solo di passaggio) per poi approdare a Torino (sponda bianconera) per prendere l’eredità di uno dei migliori portieri al mondo, ovvero Gianluigi Buffon e difendere la porta della Juventus. Ma la Roma che perdeva un titolare inamovibile e insostituibile per la piazza, non aveva fatto il conti con il “metodo Savorani”, infatti il brasiliano Alisson Becker che aveva fatto storcere il naso ai più sotto la guida saccente del preparatore giallorosso fa ricredere tutti (per primo proprio Spalletti, che lo ha tenuto per una stagione intera a fare solo il portiere di coppa alle spalle del titolarissimo polacco); ma le due stagioni a seguire si rivelano un successo, specialmente la seconda dove la Roma arriva in semifinale di Champions League e Alisson si rivela tra i migliori portieri del mondo entusiasmando tutti, anche Jurgen Klopp allenatore del Liverpool che la stagione successiva lo troverà a difendere la porta dei “reds” per la cifra “monstre” di 72,5 milioni di euro (62,5 milioni più 10 di bonus). Dopo il trasferimento il popolo giallorosso ripiomba nello sconforto, anche perché se era difficile sostituire Szczesny, a maggior ragione sarà ancora più difficile sostituire uno che si è rivelato tra i migliori portieri al mondo (anche se a quelle cifre sarebbe stato difficile dire no per chiunque) anche grazie e soprattutto al ormai famoso e ineccepibile “metodo Savorani”, che è dimostrabile prima; durante (specialmente) e dopo

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Savorani…Olsen
La difficile eredità lasciata da Alisson Becker sarebbe stata difficile per tutti visto la crescita esponenziale del brasiliano, ma la Roma punta sul gigante (198 cm) Robin Olsen (28 anni lo scorso 8 gennaio) nazionale svedese proveniente dal Copenaghen, che inizialmente non entusiasma la piazza orfana del brasiliano, anzi. Ma dopo aver pagato lo scotto del ambientamento il nuovo arrivo sta dimostrando tutto il suo valore, dimostrandosi un portiere di assoluto affidamento anche grazie al “metodo Savorani” e sicuramente più si andrà avanti più andrà meglio per il portierone svedese, così come è stato per: Savoresny prima; Savorallison dopo, il futuro è Savorolsen

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