Milan, Paquetà-Piątek: la coppia che fa sognare

Pubblicato il autore: Gioacchino Lepre Segui


Paquetà-Piątek, la coppia del momento. I due innesti rossoneri della finestra invernale di mercato – neanche a dirlo targati Leonardo – stanno confermando tutte le aspettative a loro carico: goal, assist, numeri e prestazioni di livello che si mescolano alla crescita di tutto l’organico a disposizione di Gattuso (vedi alla voce Tiémoué Bakayoko).

Anche l’ex amministratore delegato rossonero Adriano Galliani ha consacrato i due acquisti del Milan. Ai microfoni di Radio Deejay ha dichiarato: “Il Milan è la squadra che si è rafforzata di più in Europa. Con Piatek e Paquetà Leonardo ha cambiato il volto dei rossoneri”.

Insomma: Paquetà-Piątek è un tandem nuovo, rivoluzionario ma per alcuni dal sapore d’amarcord. Per entrambi, già dallo sbarco a Milano, la responsabilità d’onorare la maglia e il “fardello” – per così dire – dei parallelismi con le ex glorie rossonere.

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Lucas Paquetà

Paquetà – per caratteristiche – abbinato al suo connazionale Ricardo Kakà (che fa anche rima).
Un peso? Mica tanto, un onore. Vero è che certi paragoni suscitano sempre scalpore, specie a scatola chiusa.Per questo, tra chi: “Non se ne parla nemmeno”, e chi: “Hanno ruoli diversi”, Paquetà continua ad allenarsi con assiduità e garantire al centrocampo qualità (anche queste due valide rime).

E chissà se dopo aver stregato Gattuso – a sua volta ammirato da Paquetà, che fin da bambino lo prendeva alla playstation – non abbia ammaliato anche il ct Tite, che proprio in occasione della sfida contro il Cagliari ha chiesto al proprio osservatore Sylvinho di seguire da vicino il numero 39 rossonero.
Tanto per passare inosservato, secondo goal del match firmato proprio da Lucas Paquetà, con tanto di dedica alle giovani promesse del Flamengo morte nell’incendio di venerdì scorso.

Krzysztof Piątek

E poi c’è Krzysztof Piątek, che il suo parallelismo se l’è guadagnato sul campo.
Sì, perché se arrivi al Milan come il sostituto di un certo Gonzalo Higuaín ed hai nel tuo curriculum solo quattro mesi (seppur straordinari) al Genoa, non solo hai il peso della maglia del Milan, ma anche quella del numero 9, nella circostanza mistificata da quell’1 davanti che ha il sapore di: “La maglia del bomber me la devo conquistare”.
Ed il Pistolero, a suon di goal, la sta guadagnando tutta: gli esperimenti falliti nel post Pippo Inzaghi (da Pato ad Andrè Silva, passando per Matri, Torres, Destro, Luiz Adriano, Lapadula e il sopracitato Higuaín) sembrano ormai un lontano ricordo.

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Attenzione però: l’abbinamento di Piątek con un’icona della storia rossonera non ha nulla a che vedere con il numero 9. Giocando con i numeri, l’ex Genoa ricorda Andriy Shevchenko, che sulle spalle aveva il 7; di lui Piątek sembra aver ereditato la stessa fame, la stessa grinta, la stessa voglia di spingere in fondo al sacco ogni pallone utile.

Krzysztof e Sheva, in un remake per il Milan che soffia, non a caso, come un vento freddo dell’est. Freddo perché Krzysztof Piątek è arrivato proprio il mese scorso, e dell’est perché Uc1raina e Polonia arrivano a toccarsi…

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