Roma: i duri giorni della merla

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Il “Generale Inverno” si abbatte impietoso su Trigoria e su tutta la compagine giallorossa, portando nei giorni della merla ovvero i più freddi del periodo; gelo polare sulla Roma e su tutto l’ambiente capitolino, e come Napoleone Bonaparte; il tecnico giallorosso ovvero Eusebio Di Francesco subisce la sua personale “Campagna di Russia” subendo una sconfitta pesantissima che lascerà strascichi infiniti su tutto l’ambiente anche perché diversa da altre sonore sconfitte subite dai giallorossi sia per lo spessore dell’avversario, sia per lo spessore della competizione. Ma mentre Napoleone si rifugiò in esilio sull’isola di Sant’Elena, mister Di Francesco si è chiuso nel fortino di Trigoria assieme a tutti i colpevoli di una situazione grottesca e dura da digerire, ma facciamo il punto della situazione

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I giorni della merla
I giorni della merla sono da calendario i più freddi dell’inverno e quello che è successo mercoledi scorso a Firenze (anche se qualche avvisaglia si era avuta anche a Bergamo) è stata una vera e propria tempesta perfetta che si è abbattuta sulla compagine giallorossa. Si può perdere con la Fiorentina; ci può stare l’eliminazione dalla Coppa Italia, ma non una sconfitta di quelle proporzioni; una sconfitta roboante sia nel punteggio che nel gioco che ha fatto cadere il gelo sull’ambiente tutto creando tensioni e malumori sia per gli addetti ai lavori sia per i tifosi, che solo con la cultura del lavoro si potrà pian piano curare, ma non eliminare. Un  conto e perdere con Manchester Udt o con Bayern Monaco (anche se non dovrebbe avvenire mai in quelle proporzioni) li dove ci furono errori di valutazione come l’andarsela a giocare alla pari ed aver pensato di aver raggiunto certi livelli, perché quella Roma di Spalletti era una delle più belle d’Europa per gioco anche se a volte si specchiava troppo (pure se quella sera al Manchester andò tutto bene e la Roma era priva di uno dei suoi uomini fondamentali ovvero Perrotta tra l’altro nato a Manchester) mentre la prima di Garcia che andava (almeno in Italia) in campo con la consapevolezza di vincere sempre li incontrò la dura realtà di affrontare una squadra quadrata; compatta; forte: insomma tedesca. Quello di mercoledì invece è stato uno scempio calcistico perché con tutto il rispetto per la Fiorentina, l’avversario non è uno dei club più blasonati d’Europa quindi  imparagonabile a Manchester Udt e Bayern Monaco; e la Coppa Italia non è la Champions League quindi ancora più dura e difficile da digerire

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Ripartire subito
Ora bisogna ripartire e bisogna farlo subito, il mercato non ha portato nulla ed il gruppo è rimasto questo con al timone Eusebio Di Francesco visto che la società gli ha rinnovato la fiducia, quindi chi ha creato la situazione attuale deve risolverla e il campo viene in aiuto alla compagine giallorossa già da stasera in campionato contro il Milan dove ci vuole una risposta forte vincendo subito, poi continuando in Champions League contro il Porto sperando che lo schiaffo preso abbia svegliato dal torpore i calciatori giallorossi e poi magari rendere la pariglia alla Fiorentina al prossimo incontro in campionato

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