Bologna, da Inzaghi a Mihajlovic: cosa è cambiato

Pubblicato il autore: Walther Bertarini Segui

Arrivati alla sosta dopo due mesi e mezzo impegnativi è tempo di primi bilanci in casa Bologna reduce dalla strepitosa vittoria di Torino sponda granata. Nonostante il successo la classifica purtroppo non è cambiata con il contemporaneo risultato positivo dell’Empoli di oggi pomeriggio, ma che ha mantenuto i rossoblù sul treno salvezza.

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Se pensiamo a un girone fa il Bologna aveva iniziato queste prime 9 giornate targate Inzaghi con 2 vittorie 2 pareggi e 5 sconfitte. Un inizio piuttosto difficile per una squadra rinnovata parecchio ma comunque non in lotta per gli ultimi tre posti. Ricordiamo la sconfitta nel derby con la Spal, il pareggio contro il Frosinone il brutto 0-3 contro l‘Inter, la caduta di misura contro il Genoa, il risveglio contro la Roma, la disfatta di Torino sponda bianconera, il sussulto contro l’Udinese per poi ripiombare nella depressione a Cagliari, fino al pareggio in rimonta contro il Torino. Poi sappiamo tutti come è andata con la squadra che a forza di pareggi e sconfitte si è trovata al terz’ultimo posto con 13 punti: avevamo visto il più delle volte, nonostante l’impegno, una squadra che correva a vuoto ma frutto anche di una scelta tattica sbagliata che non faceva rendere al meglio i giocatori ( il  modulo 3-5-2). Preoccupava molto la sterilità offensiva e soprattutto la mancanza di tiri verso lo specchio della porta.

Con la sosta di gennaio ecco arrivare i due innesti da tempo attesi come Sansone e Soriano. Così Inzaghi passa dal 3-5-2 al 43-3 dove i risultati si erano parzialmente visti nella gara di ritorno a Ferrara per poi crollare in casa contro il Frosinone. Con l’arrivo di Mihajlovic il team è cambiato sia sotto il punto di vista tattico (4-3-3, 4-2-3-1 i suoi moduli), sia su quello mentale principalmente; iniziando con l’ottimo esordio con il successo a San Siro sull’Inter, il pareggio a dir poco stretto contro il Genoa,  le sconfitte sfortunate contro Roma, Juventus e Udinese fino alle due importanti e preziose vittorie contro Cagliari e Torino. Nella partita di ieri abbiamo ammirato la spregiudicatezza nonostante il Bologna fosse in svantaggio, la voglia di vincere e non la paura di perdere come sottolineato da Sinisa, la rinascita di alcuni giocatori come Poli, Dzemaili, Mbaye, la continuità di Pulgar, l’incisività dei nuovi innesti (Sansone, Soriano e Lyanco aspettando Destro), un sempre eterno Palacio e tanti altri aspetti come l’ardore e la rabbia agonistica messa sul campo.

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Una squadra di calcio gira se il manico funziona bene e direi che siamo tutti d’accordo nell’affermare che lo stesso manico andasse cambiato prima ma ci sono ancora 10 partite con 30 punti in palio, una classifica corta che vede Spal,Udinese ( una gara in meno), Empoli e Bologna lottare per non retrocedere in serie B. Con la sconfitta di Empoli per il Frosinone oggi si è fatta più dura la salita. Per quanto riguarda il Chievo a meno di clamorosi eventi sarà la prima squadra a scendere di categoria. Mai come non mai i rossoblù con questo atteggiamento devono credere alla salvezza: ora 15 giorni di pausa per il rush finale di questo campionato.

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