Buffon, Neuer e De Gea: la caduta degli dei, cosa sta succedendo ai tre portieri fuoriclasse?

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

Papere, flop e brutti errori. Sono queste le parole che vengono associate a un portiere quando non compie il proprio dovere. Parole che fanno male data la responsabilità che ricopre l’estremo difensore in una squadra di calcio. Nessuno si sarebbe mai aspettato che tali parole venissero accreditate a tre dei migliori portieri della storia del calcio: Gianluigi Buffon, Manuel Neuer e David De Gea. Tre grandi nomi che solitamente fanno parlare di se in positivo, ma in questa stagione qualcosa è andato storto. Le critiche piovono ingenerose nei loro confronti, ma d’altronde si sa: nel calcio ci si ricorda solo del presente e molto spesso il glorioso passato viene accantonato. Il rendimento deve essere sempre ottimale e come ha detto Paulo Dybala qualche giorno fa “il calciatore è come un otto volante: un giorno sei il migliore, il giorno dopo non vali niente”. 

Buffon e la tormentata stagione nel PSG

Nella carriera di un giocatore, le annate storte possono capitare ma la stampa – e non solo – è comunque spietata. Niente viene perdonato e se durante la stagione, gli errori sono frequenti o tremendamente pesanti, non c’è via di scampo. Partiamo da Gianluigi Buffon. L’estremo difensore italiano ha lasciato la Juventus dopo un’ultima annata trionfale, macchiata però dall’uscita in Champions League contro il Real Madrid ai quarti. In quell’occasione, il portiere aveva perso le staffe nei confronti dell’arbitro inglese Oliver, reo secondo Buffon di aver concesso un calcio di rigore dubbio, risultato poi decisivo alle merengues. Come se non bastasse, Buffon tirò fuori anche questioni “morali” riguardo la concessione del penalty. Aspetti che un arbitro non deve assolutamente guardare. I memes nei suoi confronti da parte delle tifoserie avversarie sono stati pesanti e irrisori, alimentando scie di polemiche interminabili. Il campione del mondo fu pure criticato dai colleghi, i quali non hanno mai capito il senso delle sue parole.

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A fine stagione, Buffon ha deciso di cambiare aria, accettando la proposta del PSG di Neymar e Mbappe. Tutto sembrava molto bello, ma arrivato a Parigi si è trovato in rosa il talento francese Areola, giovane portiere del PSG e della Francia. Tuchel ha dovuto gestire una situazione spinosa: Buffon non è venuto a Parigi per fare panchina. Allora il tecnico tedesco ha trovato un compromesso: Areola in campionato e Buffon in Champions. Inizialmente, l’ex Juventus fu costretto a vedere le prime tre partite di Champions League dalla panchina per la squalifica da scontare dopo il delirio contro Oliver, ma terminata la punizione, Tuchel lo ha impiegato nei match che contavano. Quelli da dentro o fuori per intenderci. L’occasione di dimostrare il suo valore e la sua esperienza, Buffon l’ha avuta nel doppio confronto contro il Manchester United, ottavo di finale di Champions. Proprio durante questo impegno, Gianluigi ha “tradito” le aspettative di tutti parigini commettendo un grande errore sul secondo gol di Lukaku, non trattenendo un pallone apparentemente non pericoloso su tiro di Rashford.

Dopo tale errore – risultato decisivo per le sorti del PSG in Europa – il portierone italiano non si è mai più ripreso dallo shock sportivo, tanto che Tuchel non lo ha più schierato, ne in campionato – dove il posto aspettava comunque ad Areola anche se a denti stretti – e praticamente neanche in Coppa di Francia e Coppa di Lega, a parte in qualche partita. Insomma, Buffon a Parigi si è tramutato da giocatore di lusso a panchinaro eccellente. Una sorte non proprio degna del suo nome.

Cosa è successo a Neuer e De Gea?

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Gli altri due nomi illustri reduci da una stagione da incubo sono Manuel Neuer e David De Gea. Entrambi non hanno bisogno di presentazioni, specialmente il tedesco per il suo glorioso palmares,  dove può vantare numerosi scudetti con la maglia del Bayern Monaco, ai qui aggiunge una Champions League e svariati trofei nazionali. Oltre che al successo con la Germania nel Mondiale brasiliano del 2014. L’ex Schalke è sempre stato protagonista, trascinando i suoi team al successo mediante i suoi interventi strepitosi. Purtroppo da due anni a questa parte, Neuer ha patito gravi infortuni che ne hanno minato le prestazioni. In questa stagione, il portiere è rientrato tra i titolari del Bayern e della Germania, ma le prestazioni sono state deludenti, con i soli 6 clean sheet. Inoltre come se non bastasse, a febbraio Neuer si è infortunato di nuovo al piede, costringendo il tecnico Niko Kovac del Bayern, a schierare Ulreich per questo infuocato finale di stagione. Oramai anche il suo posto come portiere titolare nella Germania vacilla sempre di più. L’esplosione di Marc Andre Ter Stegen nel Barcellona potrebbe spedire Neuer in panchina molto presto. Addirittura alcuni rumors affermano un probabile ritiro di Neuer dall’attività agonistica a soli 32 anni. Ci auguriamo davvero di no.

E De Gea? Il classe 1990 ha disputato una prima parte di stagione ai suoi livelli, evitando il peggio tante volte per il suo Manchester United come ha fatto da sempre in questi ultimi cinque anni. Ma in questo finale, lo spagnolo sta sfoggiando una fragilità difensiva imbarazzante, che ricorda il suo pessimo Mondiale a Russia 2018. Ancora alle prese con il rinnovo di contratto con lo United – che pare aver virato su Oblak per la prossima stagione – l’ex Atletico Madrid ha commesso errori clamorosi in ben 4 gare consecutive: un vero incubo.

Questa escalation di papere è iniziata al Camp Nou nel quarto di finale di ritorno di Champions League contro il Barcellona. Un tiro innocuo di Messi buca le mani a un colpevole De Gea, spianando la strada ai blaugrana per le semifinale. Sindrome Karius? Forse si. Nelle successive partite, altre tre errori contro Everton, Manchester City e Chelsea. Troppi. Solskjaer è in imbarazzo quando deve rispondere ai giornalisti sul caso De Gea, mentre Gary Neville ha consigliato all’estremo difensore di chiudere un po’ con il calcio, per poi ripartire nella prossima stagione con mente libera. Forse questo è il consiglio più giusto per tutti e tre i portieri. Staccare la spina e ripartire. Non c’è altro da fare.

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