Champions League: City-Tottenham, Guardiola sfida Pochettino per la semifinale

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

La sfida di questa notte all’Etihad di Manchester tra City e Tottenham, quarto di finale di ritorno di Champions League, si profila come una partita a viso aperto dato lo spiccato carattere offensivo delle due squadre, anche se gli Spurs dovranno lasciarsi meno andare per difendere il risicato vantaggio ottenuto nella partita d’andata grazie all’1-0 firmato Son. Il coreano può davvero essere l’arma in più per il Tottenham, ma tra le frecce che Pochettino ha a disposizione c’è un certo Lucas Moura. L’ex PSG è in forma strabiliante e ciò è testimoniato dalla tripletta rifilata sabato scorso all’Huddersfield in Premier League, così come dall’annata intera disputata in Inghilterra. Il guaio più grande per gli Spurs sarà senz’altro l’assenza di Harry Kane, fermo ai box per l’infortunio alla caviglia rimediato nella sfida d’andata. Pochettino potrebbe optare per l’ex bianconero Llorente in avanti al posto del bomber inglese, in tandem con Son in avanti, magari facendo entrare Lucas a partita in corso e optando per un attacco a due supportato dallo strepitoso estro di Eriksen in rifinitura.

La gara sarà interessante anche per capire se il Manchester City è un squadra cresciuta mentalmente a livello Europeo. Gli uomini di Guardiola sono stati eliminati nella scorsa stagione dal Liverpool nei quarti mentre nella stagione prima dal Monaco di Mbappe, agli ottavi di finale. Oramai a Manchester sono stufi di queste uscite troppo precoci in Europa e vogliono un salto di qualità notevole. Il City sta lottando sia per la Premier che per la Champions e incontrerà il Tottenham non solo questa sera, ma anche sabato in campionato, sempre all’Etihad. Entrambe le sfide sono ovviamente molto sentite, ma quella che pare risultare più complessa sulla carta è proprio quella di stasera: per lo svantaggio dell’andata e per lato psicologico della squadra di Guardiola in Champions League, dove il calo di prestazione rispetto al campionato è notevole.

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Il tecnico spagnolo potrebbe optare per la stessa identica formazione schierata in campo nell’ultima sfida di Premier contro il Palace: il solito Ederson tra i pali, difesa a quattro formata da Walker, Laporte, Kompany (in ballottaggio con Otamendi o Stones) e Mendy. Il recuperato De Bruyne sarà in cabina di regia a differenza dell’andata (tenuto misteriosamente in panchina e schierato solo all’88’) a fianco di Fernandinho, pronto al rientro. A ridosso della prima punta (forse Gabriel Jesus visti gli acciacchi di Aguero), ci saranno i due Silva, Bernardo e David, e il solito Raheem Sterling, protagonista di una stagione da incorniciare.

Sterling l’arma in più per i Citizens

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Guardiola è riuscito a trasformare Raheem Sterling in una macchina da gol inarrestabile. Paragonato in area di rigore a Robinho – sotto questo aspetto non un paragone lusinghiero – il talento inglese di origini giamaicane è letteralmente esploso grazie al tecnico catalano: Guardiola l’ha spronato, ne ha valorizzato le individualità mettendole al servizio della squadra e soprattuto, è riuscito a trovargli un ruolo fisso come esterno (che sia destra o sinistra) nel 4-2-3-1, riuscendo nell’impresa di fargli fare quello step in più in fase realizzativa. Il gioco palla a terra nello stretto valorizzano le qualità dell’ex Liverpool, che grazie a calciatori di grande visione di gioco come De Bruyne o David Silva, viene messo nelle condizioni di segnare gol facili, ma non banali.

Lo stile di gioco del City si adatta totalmente alle sue caratteristiche e non è un mistero che venga preferito a Sane, giocatore formidabile ma che non riesce a fare un lavoro di spinta e copertura difensiva che Sterling garantisce. Insomma se c’è da tenere d’occhio un calciatore in questa nottata di Champions, è proprio Sterling: 21 reti in stagione in 43 presenza. Una conferma importante dato che nella scorsa stagione, l’ex Liverpool ha siglato 23 gol in 46 apparizioni. Tottenham avvertito.

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